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Appalti. Zaia: Veneto laboratorio di legalità

“Il Veneto si offre alle istituzioni e alle imprese come laboratorio di legalità. Oggi abbiamo dato vita ad un network istituzionale per rendere un servizio ancora più efficace a favore degli onesti contro il rischio di infiltrazioni mafiose, in un momento nel quale la Regione è stazione appaltante di opere pubbliche che, solo nel 2011, ammontano circa 7,5 miliardi di euro”. Lo ha ribadito il governatore Luca Zaia, che stamani, alla presenza del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha firmato con le Prefetture, rappresentate dai rispettivi prefetti, l’Unione regionale delle Province, rappresentata dal presidente Leonardo Muraro, e con l’ANCI Veneto, rappresentata dal presidente Giorgio Dal negro, uno specifico protocollo d’intesa sulla legalità che si propone appunto di prevenire i tentativi della criminalità organizzata di inserirsi a qualunque livello nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Con la sottoscrizione del Protocollo di legalità, che avrà efficacia per 2 anni, la Regione si vincola ad anticipare le soglie delle verifiche previste dalla legge, con estensione dei controlli a forniture e prestazioni di servizi altrimenti esclusi dalle cautele antimafia. Viene inoltre creata un’unica rete di monitoraggio ultraprovinciale, con l’attivazione di una più intensa e costante collaborazione con le Prefetture, per una più efficace attività di contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato Zaia – è la trasparenza, in particolare sui subappalti e sulle imprese che risultano certificate magari grazie ad alchimie finanziarie, ma senza vera esperienza di cantiere”.

Il Veneto risulta al 6° posto per i beni confiscati alla mafia e al 5° posto per le operazioni finanziarie sospette, con 689 segnalazioni pervenute alla Direzione investigativa antimafia nel primo semestre 2010. E’ 10° posto per traffico di droga, è la terza regione italiana per quantità di eroina sequestrata (130 chili nel 2009) e addirittura la seconda per la cocaina. Per contro sono significative le operazioni di controllo e repressione avvenute in Veneto che, come ha avuto modo di dichiarare lo stesso procuratore nazionale antimafia Piero Grasso “ha saputo mostrare ‘anticorpi’: qui si denunciano subito situazioni dubbie, la camorra o la mafia fa fatica ad attecchire. Nel Nordest c’è un humus civico e sociale che finora ha evitato il radicamento di piccoli grandi boss”. Il presidente Luca Zaia insieme ai Prefetti del Veneto ha inoltre firmato un ulteriore protocollo d’intesa per garantire l’assistenza sanitaria al personale militare impegnato nelle operazioni di disinnesco di ordigni bellici.

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