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27 gennaio: Giorno della Memoria

Shimon Balicki, Bambini nelle camere a Gas

Molti Stati hanno istituito un “Giorno della Memoria”: l’Italia, con legge 20 luglio 2000, n. 211, lo ha fissato al 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. In occasione del “Giorno della Memoria” sono organizzati incontri, cerimonie e momenti comuni di rievocazione dei fatti e di riflessione,in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto accadde nei campi di concentramento nazisti, al fine di conservare viva la memoria di quel periodo della storia europea e del nostro Paese e perché sia scongiurato per sempre il ripetersi di simili tragedie.

Si segnalano i risultati di “Storia di Famiglie” Campagna nazionale di raccolta materiale e documenti sulla Shoah: documenti rari e preziosi, dal punto di vista affettivo e storico, che molti privati cittadini, ebrei e non, hanno generosamente donato perché divenissero testimonianza di quanto accaduto a beneficio della collettività.  Tra questi, una collezione di opere di artisti vittime della persecuzione, donata da un collezionista alla Fondazione Museo della Shoah di Roma. Ė purtroppo vero che gran parte delle opere degli artisti ebrei perseguitati dal regime hitleriano sono andate distrutte mentre quelle sopravvissute lo devono ai casi più fortuiti.
A partire dal dopoguerra alcuni nuclei di opere sono stati riuniti, spesso a seguito di faticose ricerche, nei musei sorti in Israele, in Europa e in America per conservare la memoria del genocidio del popolo ebraico. Perciò solo un certo numero di quegli artisti ha potuto essere riconosciuto e valorizzato. Molte personalità sono state cancellate dalla memoria storica e della loro produzione non rimane più alcuna traccia; di altri è forse ancora possibile reperire qualche superstite testimonianza. Questo è il compito che si è dato Roberto Malini, che, con un tenace lavoro di recupero lungo oltre un decennio, è riuscito a raccogliere un nucleo di circa 170 opere eseguite da artisti che perirono nei lager o da sopravvissuti alla persecuzione. Uomini che lavorarono tra mille privazioni, umiliazioni e tormenti nei campi di concentramento o nella clandestinità.

 

 

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