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Come formarsi e lavorare nei Paesi dell’UE

A  Roma il convegno “Passaporto mobilità: Istruzioni per l’Uso” si terrà il 5-6 dicembre 2011.  Ogni anno l’Unione europea offre ai giovani l’opportunità di studiare e lavorare all’estero. Solo nel 2010 più di mezzo milione di loro ha beneficiato di una borsa di studio UE per studiare, fare formazione o fare volontariato in un Paese diverso da quello d’origine. Il numero è destinato a crescere, persino a raddoppiare, nei prossimi anni, grazie alla recente proposta della Commissione di creare un programma unico “Erasmus per tutti” che potrebbe coprire 5 milioni fra studenti, ricercatori e docenti nel periodo 2007-2014. Di questo e molto altro si parlerà durante il convegno/workshop “Passaporto Mobilità: istruzioni per l’uso. Formarsi e lavorare nei Paesi dell’Unione europea”, in programma il 5 e il 6  dicembre  2011 presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (piazzale Aldo Moro, 7).

L’evento è promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dalla Biblioteca centrale del Cnr ‘G. Marconi’, in collaborazione con SIOI (Società Italiana Organizzazione Internazionale), la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e il Centro di Documentazione Europea – CDE – ‘Altiero Spinelli’ (Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’), nell’ambito del Progetto Intrareti dei Centri di Documentazione Europea: ‘La mobilità in Europa. Diritti, informazione opportunità: il futuro nelle tue mani’, sostenuto dalla Rappresentanza della Commissione e che coinvolge 20 università italiane.

“L’investimento nell’istruzione e nella formazione è il migliore che possiamo fare per il futuro dell’Europa. Un’esperienza di studio all’estero accresce le competenze delle persone, ne favorisce lo sviluppo personale, l’adattabilità e aumenta la possibilità di trovare lavoro.”, ha dichiarato di recente Androulla Vassiliou, Commissaria responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.

Scopo delle 2 giornate formative è:

1.      diffondere la conoscenza delle tematiche relative alla libera circolazione nell’UE con iniziative pensate per gli studenti universitari, ma aperte anche al grande pubblico;

2.      far conoscere le opportunità di mobilità all’estero offerte, non solo ai giovani, per studiare, lavorare e fare esperienze in altri Paesi;

3.      fornire esempi di buone prassi relative alla mobilità intesa come crescita professionale, culturale, sociale e personale.

 

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