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Sudan: in Darfur è stato rilasciato Francesco Azzarà

Francesco Azzarà è libero. Il 14 dicembre scorso era scattato il quinto mese della sua prigionia. Si tratta infatti, del cooperante italiano che era stato sequestrato nella regione sudanese del Darfur lo scorso 14 agosto quando venne portato via da un commando di uomini armati. Da quel momento si sono perse le sue tracce, forse trasportato in un’area nordoccidentale del Darfur del nord, e non si sono più avute notizie certe in merito alla sua sorte. Quando la notizia del suo rilascio, nel primo pomeriggio, si è diffusa in Italia è stata accolta da un caldo ma cauto ottimismo. Più volte, nel corso di questi mesi, è stato annunciato il suo rilascio imminente, che era questione di giorni ed invece, poi il tutto si è sempre risolto con un nulla di fatto. Le preoccupazioni per la sorte di Francesco sono cresciute giorno dopo giorno. I familiari, gli amici, i colleghi restati a casa oltre che contare le ore, i giorni e i mesi che trascorrevano hanno in tutti i modi possibili manifestato la loro solidarietà e cercato di sensibilizzare quante più persone possibile sulla vicenda. Proprio nel giorno del 4 mese di prigionia era stata annunciata anche la preparazione di una grande manifestazione di solidarietà. Manifestazione che ora ‘salta’ e di certo si trasformerà in una grande festa. Una festa di gioia per festeggiare il ritorno a casa di Francesco. Azzarà  è di Motta San Giovanni in provincia di Reggio Calabria ed è un logista pediatrico andato volontario presso il Centro pediatrico di Emergency a Nyala, capoluogo del sud Darfur. E’ stata la stessa Emergency poi, con una nota a confermare la notizia del rilascio. A quel punto ogni cautela è caduta e tutti hanno gioito e pianto. Un pianto liberatorio che insieme all’angoscia ha attanagliato gli animi di tutti fino ad oggi. Probabilmente per il rilascio di Azarrà è stato pagato un riscatto. Un rilascio forse dettato anche da motivi umanitari in quanto sembra che la prigionia non abbia giovato alla salute del giovane volontario italiano. Pochi giorni dopo il sequestro, si era infatti, diffusa la notizia circa una richiesta di riscatto avanzata ad Emergency dai sui rapitori. La notizia venne però, smentita subito dall’organizzazione umanitaria. Però, proprio nei giorni scorsi, il 15 dicembre, il quotidiano sudanese ‘Al-Sudani’ riportava la notizia che i rapitori del volontario italiano si erano rifatti vivi e avevano chiesto un riscatto di 500mila lire sudanesi, pari a 150mila euro, in cambio del suo rilascio. Sempre secondo quanto rivelato dal tabloide sudanese i sequestratori avrebbero fatto anche sapere che le condizioni di salute di Azzarà erano in peggioramento, sottolineando di accettare contatti solo con l’ambasciata italiana a Khartoum e non con le autorità sudanesi. Decisiva per la liberazione del volontario italiano è stata quindi l’ultima settimana di dicembre. In merito al sequestro ad inizio del mese era stata anche presentata un’interrogazione parlamentare a firma dei deputati Franco Laratta, del Pd, e Giuseppe Giulietti, portavoce Articolo 21. Destinatario il Ministro degli Esteri. In proposito la Farnesina per bocca di Maurizio Massari spiegava che: “Posso assicurare che la vicenda di Francesco Azzarà è costantemente seguita dalla Farnesina che, attraverso l’ Unità di Crisi, mantiene continui contatti sia con tutti gli apparati dello Stato impegnati nel promuoverne la soluzione, che con i familiari e dal Ministro Terzi, che riserva massima attenzione a questo caso. La linea del massimo riserbo nei confronti degli organi di informazione, normalmente seguita dal Ministero degli Esteri in questo tipo di vicende, è dettata esclusivamente dalla necessità di non compromettere il buon esito del nostro impegno come peraltro dimostrato dai tanti casi che, dopo un prolungato silenzio stampa, si sono conclusi nel migliore dei modi”. Con il rilascio di Azarrà finisce un incubo iniziato nell’agosto scorso. Un incubo che è terminato in coincidenza delle festività natalizie. Una coincidenza davvero bella perché ora il giovane potrà festeggiare il Natale con i sui familiari. La festa della nascita di Gesù coinciderà con il suo ritorno alla vita. BENTORNATO FRANCE’!

Ferdinando Pelliccia

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