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Iran-Usa: un drone al centro disputa tra i due Paesi

Il presunto abbattimento, da parte dell’Iran, il 4 dicembre scorso, di un aereo senza pilota USA, un drone, sta alimentando lo scontro tra i due Paesi.

 

Oggi le autorità iraniane hanno fatto sapere che gli esperti iraniani stanno decodificazione i codici del drone USA, e la prossima tappa sarà  quella di costruirne uno uguale. La vicenda ha fin dal principio mostrato diversi lati oscuri.
All’inizio gli americani hanno tentato di far passare l’aereo come uno di quelli in dotazione al contingente Isaf della Nato in Afghanistan e usato per lanciare missili in Afghanistan e nelle regioni tribali nel Pakistan nordoccidentale. Il 5 dicembre scorso il Pentagono infatti, annunciava di averne perso uno. Si trattava di drone da ricognizione, un Lockheed-Martin RQ-170 Sentinel, invisibile ai radar. In base a questo annuncio il drone, che gli iraniani rivendicano il possesso, dopo averlo abbattuto sul proprio territorio, nella parte orientale del Paese vicino al confine con l’Afghanistan, poteva essere lo stesso. Difficile capire però, se era vera la versione raccontata dagli iraniani o quella raccontata dagli americani.

Quello che è apparso strano fin dall’inizio però, era il fatto che i militari utilizzassero un drone così sofisticato per delle semplici ricognizioni. Le autorità di Teheran fin dall’inizio hanno insistito nel dire che il drone era stato abbattuto con un cyber attacco e che sarebbe rimasto in gran parte intatto dopo essere precipitato a terra. Una circostanza questa che gli americani si accanivano a respingere affermando che il drone poteva
aver avuto un problema tecnico ed era precipitato da solo in territorio iraniano. Il Pentagono di fatto escludeva un abbattimento in volo e specie tramite un cyber attacco. Secondo un esperto però, il drone potrebbe essere stato abbattuto grazie ad una apparecchiatura fornita di recente a Teheran da Mosca. Si tratta di un sofisticato apparato per l’alterazione e il disturbo delle comunicazioni e dei sistemi radar dei missili in arrivo, denominato Avtobaza. Il problema che subito si sono posti gli americani era che se Teheran aveva in mano un segretissimo e sofisticatissimo drone USA poteva ricavarne informazioni utili sul suo funzionamento ipotesi che poi, secondo le ultime dichiarazioni iraniane, si sta concretizzando.

Man mano che sono trascorsi i giorni si è sempre di più rafforzata l’ipotesi che il drone fosse controllato dalla Cia e non dai militari. Il velivolo infatti, con molta probabilità era decollato dalla base afghana di Shindand. Alla fine l’ammissione è arrivata. Si trattava di un aereo spia della Cia impegnato in una missione di sorveglianza sull’Iran. Con molta probabilità doveva raccogliere informazioni sugli impianti del contestato programma nucleare iraniano.
In passato più volte gli iraniani hanno denunciato di aver abbattuto droni USA sul loro territorio, ma non lo hanno mai dimostrato. L’ultima volta lo scorso mese di luglio quando venne annunciato l’abbattimento di un drone statunitense mentre sorvolava la città santa di Qom dove si trova il sito nucleare di Fordu.
Questa volta la Tv di stato iraniana ha trasmesso le immagini del drone statunitense. L’aereo è apparso praticamente integro. Particolare questo che messo in allarme gli americani. Il timore è soprattutto che gli iranianipossano trasmettere le informazioni ‘carpite’ all’aereo anche a terzi come russi e cinesi.
Il  dipartimento di Stato, che fino ad allora non aveva fatto alcun intervento in merito, ha successivamente richiesto a Teheran la restituzione del drone. Di fronte al fatto che gli iraniani facevano ‘orecchie da mercante’ è intervenuto l’inquilino della Casa Bianca in persona. Il presidente americano, Barack Obama ha chiesto agli iraniani la restituzione del drone. Per tutta risposta gli iraniani hanno inviato una lettera di proteste all’ONU affermando che l’aereo aveva violato lo spazio aereo iraniano penetrando nel Paese per oltre 250 km e chiedendo la condanna di una simile azione da parte del Palazzo di Vetro.

Ferdinando Pelliccia

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