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Crisi. Manovra: Italia salva (forse), italiani a testa in giù

Per far quadrare i conti pubblici, e giungere al pareggio di bilancio nel 2013, il governo tecnico ha varato un decreto legge con la manovra economica e il pacchetto di misure anti-crisi. Si tratta di un provvedimento che comporterà pesanti sacrifici per tutti gli italiani.

La portata del provvedimento è di 24 miliardi di euro netti, 30 lordi. Dei quali 12-13 miliardi sono recuperati dai tagli alla spesa pubblica, 17-18 miliardi da nuove tasse. Dei miliardi recuperati, 20 andranno alla riduzione del deficit pubblico e 10 saranno utilizzati per finanziare gli interventi a favore della crescita economica.

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, e in attesa che il decreto legge ‘salva Italia’ giunga in Commissione a Montecitorio per avviare il suo iter parlamentare per la conversione in legge del decreto, il presidente del Consiglio oggi sarà alle 16 alla Camera e alle 18 al Senato per
riferire alle due Assemblee, con un’informativa urgente, la portata del provvedimento varato ieri. Difficilmente l’esecutivo incontrerà difficoltà nell’ottenere il via libera del Parlamento alla conversione in legge del decreto. Per ora è solo il fronte sindacale a contestare innanzitutto al governo per le modifiche apportate al capitolo pensioni. In mattinata il DL è passato al vaglio del capo dello stato per il riconoscimento dei requisiti di necessità e urgenza.

Stamani Monti, in due in conferenza stampa, ha illustrato già ai giornalisti stranieri e italiani le misure approvate.

I punti salienti della manovra sui conti pubblici che di fatto ancora una volta mette le mani nelle tasche degli italiani medi sono:

Stretta sulle pensioni. Le misure approvate dal governo Monti prevedono l’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, un aumento
dell’età di vecchiaia per le donne del settore privato, 62 anni, con una fascia di flessibilità di uscita fino a 70 anni, l’abolizione delle quote e delle
finestre mobili, l’aumento delle aliquote sugli autonomi e una revisione dei criteri previsti per le pensioni di anzianità. Nel 2018 l’età minima per
accedere al pensionamento sarà a 66 anni. A queste misure si aggiunge un blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione per il biennio 2012-2013 con l’esclusione dei trattamenti fino al doppio del minimo, 467 euro al mese nel 2011. Per l’anzianità, il limite fissato è di 41 anni e un mese per le donne e di 42 anni e un mese per gli uomini. Queste norme entrano in vigore dall’1 gennaio 2012. Si potrà andare in pensione prima, pagando però una piccola penale.

L’introduzione dell’Imposta Municipale Unica, Imu. Sarà introdotta dal 2012 ed è stata fissata allo 0,76%, ma per la prima casa sarà ridotta allo
0,4%, con la possibilità per i sindaci, in funzione delle esigenze del proprio bilancio, di alzare o ridurre l’aliquota base di 0,3 punti e quella agevolata sulla prima casa dello 0,2%. L’Imu sarà applicata sul valore catastale degli immobili, calcolato in base a nuovi coefficienti di moltiplicazione. Per ottenere il valore, la rendita catastale di un appartamento dovrà essere moltiplicata non più per 115,5, o per 126 se si tratta di seconde case, ma per 160. E come per gli appartamenti aumenteranno i coefficienti di moltiplicazione per gli esercizi commerciali, i terreni, le aree fabbricabili.

Dalle sole nuove imposte sulla casa, il governo prevede di ricavare circa 7-8 miliardi di euro.

L’imposta di bollo sui conti correnti bancari, viene infatti estesa anche al deposito titoli e ad altri strumenti e prodotti finanziari,
come le polizze assicurative sulla vita ed i fondi comuni.

Aumento di 2 punti percentuali dell’IVA a partire dal secondo semestre 2012.

Per la lotta all’evasione è prevista la tracciabilità dei pagamenti sopra la soglia dei mille euro. Sgravi fiscale per le imprese. E’ previsto che le imprese potranno dedurre dall’Ires e dall’Irpef la quota di Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato. Da gennaio prossimo scatteranno anche le tasse sui ricchi. Oltre all’introduzione di un’imposta una tantum dell’1,5% per i capitali fatti rientrare in Italia con il cosiddetto scudo fiscale. Entrerà in vigore una tassa sullo stazionamento e il rimessaggio delle grandi imbarcazioni, superiori a 10 metri di lunghezza, una tassa di possesso sugli aerei ed elicotteri privati, un superbollo aggiuntivo sulle auto con potenza superiore ai 170 cavalli.

Aumenteranno ancora le accise sulla benzina

1 COMMENT
  1. andrea

    una barca di 10.5 metri sarebbe una “GRANDE IMBARCAZIONE” ?? Bah…

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