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Il dramma di non sentirci più Italiani

Funerali di Stato - fonte: © Presidenza della Repubblica italiana

E’ davvero triste vedere come in questa giornata dove ricorre il terribile anniversario della strage di Nassiriya, i media italiani siano solo affaccendati intorno alle ceneri della politica italiana. Celebri editorialisti hanno intinto la penna nel cyberspazio e sulla carta perché “non c’è più tempo”, “bisogna fare presto”, “siamo al collasso”. Tutto vero, stiamo vivendo la diretta di un crollo economico spaventoso e l’attualità è la regina dell’informazione.

E’ altrettanto vero che pagine e pagine sono dedicate alle visioni dall’estero della nostra Italia. Sembra una corsa al sadomasochismo, dove vince chi trova e pubblica il peggio sulla nostra Italia. Se siamo sbeffeggiati, biasimati, ammoniti, consigliati, e sotto tutela, meglio: nella meravigliosa terra chiamata Italia, dove i Guelfi e i Ghibellini non sono mai andati in pensione, dove il significato nobile della parola “politica” sfugge ai più, dove bisogna chiamare lo “straniero” per recuperare l’affidabilità di un vassallaggio che fa capo alla BCE, tutto ha una sua logica perversa radicata nella nostra Storia.

E’ davvero umiliante essere italiani di questi tempi.  Ma il “dramma” di essere italiani non dipende solo dalla politica, nasce anche dalla nostra incapacità di trovare equilibri nel nostro “sentirci” italiani senza ricorrere ai salvataggi provenienti dagli esterofili di maniera e di bacchetta facile.

E’ d’attualità anche il pensiero per i caduti di Nassiriya, di quel 12 novembre 2003, quando la strage dei nostri militari e civili riempì le coscienze italiane di dolore, sgomento e rabbia. Quei 19 uccisi “per una causa giusta”, dentro la retorica della patria li abbiamo dimenticati e dentro i palazzi abbiamo continuato a ucciderli; perché avvolti le bare nelle bandiere, abbiamo fatto presto a dimenticarli, impegnati come siamo a delegittimare i nostri doveri e a disconoscere, come sempre, la sola idea del concetto di nazione.

Che cosa direbbero quei caduti, se potessero vederci da lassù? Parlerebbero della crisi economica, della crisi d’identità di una nazione smemorata, o, magari, chiederebbero al maestrino d’oltralpe Sarkozy solo un po’ più spazio sui media italiani? Chissà se Super Mario Monti saprebbe rispondere.

Danilo Stefani

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