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Il caso del maresciallo Cautillo: quando il mobbing manda in frantumi un’esistenza.

Si chiama Antonio Cautillo il maresciallo dei Carabinieri destinatario di molte attenzioni da  parte di alcuni superiori che hanno saputo trasformare la sua vita in una tragedia surreale,  tanto che persino la prima commissione del  Consiglio Superiore della Magistratura , a seguito di un intervento della Presidenza della Repubblica, ha aperto una pratica a sua tutela.  Il maresciallo Cautillo, dal 1996 al 2010, ha niente di meno che collezionato 7  assoluzioni penali,  circa 50  procedimenti disciplinari, 12  ricorsi al TAR,  9  interrogazioni parlamentari al Ministro della Difesa, sia alla Camera che al Senato, e ben 18  istanze al Ministro  per ottenere il riesame in autotutela dei discrimini, ossia il numero esorbitante di denunce, punizioni e  trasferimenti.  Il silenzio del Ministro, preposto “politicamente” a rispondere, pesa sul C.te Generale che ha il dovere istituzionale di una risposta scritta. Invece tutto tace, un silenzio assordante.
Questa situazione ha distrutto la carriera, la famiglia,  la vita di un uomo ma non basta, arrivano anche le minacce, come si legge in alcune interrogazioni, di essere destituito dall’Istituzione senza stipendio.

Ma in realtà quest’uomo che ha fatto?

  • Il 30.8.97 viene denunciato ed incriminato (p.p. 855/97 Procura Militare) per “abbandono di posto”, “omessa esecuzione di un incarico”, “disobbedienza aggravata e continuata”, ed “insubordinazione con ingiuria”. Il processo dura quasi quattro anni, cadono tutte le accuse: per “l’abbandono di posto” é assolto il 16.2.98 per “accertata insussistenza del fatto”; per“l’omessa esecuzione di un incarico” é assolto il 9.2.01, sentenza n.32/01, “per insussistenza del fatto”; per “la disobbedienza aggravata e continuata” e “l’insubordinazione con ingiuria” é assolto il 9.2.01, sentenza n.32/01 “perché i fatti non costituiscono reato”.
  • Il 25.10.97 dalla denuncia del 30.8.97 (cui a p.p. 855/97) é incriminato anche, per “abuso d’ufficio”, “falsità materiale commessa da p.u. in atti pubblici”, “falsità ideologica commessa da p.u. in atti pubblici(p.p. n. 654/97 Procura Ordinaria). E’ assolto da tutte le accuse l’11.10.99 per “infondatezza della notizia di reato”.
  • Il 10.6.02 viene denunciato dal Gen. Gasparri ed incriminato per “diffamazione aggravata” (p.p. 0576/02 Procura Militare). E’ assolto il 4.2.09, sentenza n. 13/03 “perché il fatto non sussiste”.
  • Il 27.11.03 é denunciato e incriminato per “disobbedienza aggravata” (p.p. 431/03 Procura Militare). E’ assolto il 10.12.04 con sentenza n.35/04, “perché il fatto non sussiste”.
  • Il 29.4.04 viene denunciato e incriminato (p.p. 417/04 Procura Militare) per “diffamazione pluriaggravata”. E’ assolto il 15.7.06, sentenza n.16/2005 “perché il fatto non costituisce reato”
  • Il 15.9.08 viene denunciato e incriminato per “disobbedienza aggravata” (p.p. n. 344/08 Procura Militare Roma). É assolto il 17.11.08, sentenza n.448/08 emessa dal Giudice per “insussistenza del fatto”, fatti per cui ha contro-querelato all’A.G.

E il Ministro La Russa perché non risponde? …forse, dobbiamo pensare che non ci siano parole utili per riportare la vita del maresciallo Cautillo alla normalità,  occorrono i fatti che aspettiamo tempestivamente prima che sia troppo tardi.    

 

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    UN CASO ABERRANTE, ANTONIO CAUTILLO » DALLAPARTEDELTORTO.TK

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