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Savina Caylyn: tutte le stagioni della sofferenza. 8 mesi in mano ai pirati


Alla fine è arrivato anche lo scadere dell’ottavo mese di sequestro, senza che la buona notizia sperata potesse essere scritta e con essa la parola fine, per questa vicenda che vede coinvolti 5 nostri connazionali e 17 indiani, ostaggi dei pirati somali dall’8 febbraio di quest’anno, quando al largo dell’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano, la petroliera italiana Savina Caylyn, di proprietà dell’armatore napoletano, Fratelli D’Amato, veniva arrembata con armi automatiche e lanciarazzi da un piccolissimo barchino con 5 pirati e fatta prigioniera. In un susseguirsi di appelli, ora con tono pacato, ora con toni disperati, sono ben 242 giorni che i marinai della nostra imbarcazione, sono tenuti in ostaggio sotto il tiro delle armi e alcuni di loro versano in condizioni di salute oltre la precarietà. Sembra però che tali situazioni non siano sufficienti per cercare di risolvere positivamente la vicenda, un’agonia che continua nonostante le parole di buon auspicio, che sembrano più di circostanza, che altro, da parte dell’armatore, rappresentato dalla figura del Cavalier Luigi D’Amato.
Diversi compleanni sono stati “festeggiati” dai marittimi, con tanto di candelotti a minare l’imbarcazione: il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera, ha compiuto 47 anni a giugno; Eugenio Bon, primo Ufficiale di coperta, ha compiuto 30 anni ad aprile; Modak Mudassir Murad, secondo Ufficiale di coperta, ha compiuto 30 anni a settembre; Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, ha compiuto 40 anni ad agosto; Cesaro GianMaria, allievo di coperta, ha compiuto 26 anni due giorni fa; Antonio Verrecchia, direttore di macchine, ha compiuto 62 anni a marzo; Puranik Rahul Arun, primo ufficiale di macchine, ha compiuto 34 anni a luglio; Kalu Ram, elettricista, ha compiuto 55 anni ad aprile; Tamboo Ahmed Hussein, Addetto alle pompe, ha compiuto 37 anni a luglio; Solanki Jitendrakumar Govind, secondo Marinaio scelto, e Nevrekar Asgar Ibrahim, terzo Marinaio scelto, hanno compiuto 39 anni a marzo; Fernandes Prinson, mozzo, ha compiuto 28 anni a luglio; Fazil Sheik, mozzo, ha compiuto 25 anni a maggio; Rabbani Ghulam, Operaio Meccanico, ha compiuto 57 anni a luglio; Mulla Abrar Abdul Qadir, addetto alle pulizie macchine, ha compiuto 30 anni ad agosto e infine, Cardozo Pascoal Michael, Capo cuoco, ha compiuto 32 anni a settembre.
Sulla Savina Caylyn, inoltre, i marinai hanno potuto “assaporare” tutte le stagioni: rapiti in inverno, si sono “goduti” anche la primavera e l’estate somala e ora stanno per approfittare della nuova stagione appena arrivata, l’autunno. Sembra che in questa “crociera” forzata, nessuno, di coloro che hanno la possibilità di farli rientrare nelle proprie abitazioni, abbia voluto risparmiare ai nostri marittimi e ai compagni di sventura indiani, l’ebbrezza del mutare delle stagioni e le complicazioni che generano nel fisico umano. Ogni giorno in più che passa, è un giorno in più di sofferenza. Le infermità inferte ai marittimi della Savina sono ormai di dominio pubblico, grazie a un battage mediatico iniziato proprio dalla nostra testata LiberoReporter, protrattasi fino all’auspicata ribalta nazionale e all’interessamento dei mezzi di comunicazione: prepotentemente ogni attimo di questa vicenda ha percorso tutti gli angoli della nostra penisola. Ora si spera sempre che gli attori in campo che dovrebbero riportare a casa gli ostaggi, non abbiano intenzione di far vivere ai marittimi della petroliera anche Ognissanti, la Madonna, Natale, Capodanno e, crepi l’avarizia, anche la Befana, su quella lurida imbarcazione, fucina di drammi e lamenti, visto che Carnevale, festa per i 150 anni dell’unità d’Italia, Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 Giugno e Ferragosto, sono stati “offerti” in “omaggio” senza bonus e con tanti malus ai “croceristi” della Savina Caylyn.
G.B.

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