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Usura bancaria. Caso De Masi: altri rinvii giudizio per vertici Antonveneta e BNL




Il Gip di Palmi, dr. Ramondino, nel procedimento nr. 841/09 R.G.N.R. – 3585/09 R.GIP ha emesso decreto di rinvio a giudizio per il reato di usura perpetrato ai danni delle aziende De Masi nei confronti di: Pernice Enrico (ex direttore generale di Banca Antonveneta), Manna Ernesto, Croff Davide, Girotti Mario, Miotti Ostilio e Segreti Rocco (ex Direttori Generali e dirigenti di Banca Nazionale del Lavoro), fissando l’inizio del dibattimento per il giorno 26 Gennaio 2012.
Per gli imputati Locati Pietro Celestino, Tagliaferro Vincenzo, Piozzi Alessandro Maria, Arpe Matteo e Marini Roberto (ex Direttori Generali e dirigenti di Banca di Roma) lo stesso GIP ha disposto l’incompetenza territoriale del Tribunale di Palmi trasmettendo il fascicolo alla Procura di Reggio, in quanto i rapporti bancari erano intrattenuti presso la sede di Reggio Calabria.
Quindi la vicenda Banche ed usura, instaurata dalle denunce già passate al vaglio di un Gip, e giunte a sentenze di primo e secondo grado che hanno sempre confermato la presenza del reato e la riconducibilità della colpa del reato in capo ai presidenti (su tale responsabilità si esprimerà a breve la Suprema Corte), vede quindi un altro importante tassello che va ad aggiungersi ad un’altra recente pronuncia. In data 4 ottobre u.s. infatti, il GIP dr. Accurso, nel procedimento penale nr. 2540/08 R.G.N.R. – 390/09 R.GIP, sempre per usura in danno delle aziende De Masi, ha disposto il rinvio a giudizio per gli imputati Pernice Enrico e Mucci Achille (Direttori Generali pro tempore della Banca Antonveneta).
“Io, come ribadito in diverse occasioni – afferma Antonino De Masi -, continuerò a combattere questa battaglia di legalità , con a fianco i miei avvocati Saccomanno e Mazzone, sino alla fine per tutelare gli interessi non solo miei, ma quelli di un intero territorio depredato dall’illegale comportamento del sistema bancario. Certamente giorno per giorno i procedimenti penali che vengono avviati in Italia contro le illegalità bancarie fanno luce sui reali livelli di degenerazione ai quali il sistema bancario è arrivato. L’ultima inchiesta della Produca di Milano che ha portato al rinvio a giudizio dei vertici di Unicredit (operazione Brontos) per una frode fiscale di 245 milioni di euro , in cui il Gip afferma “ gli amministratori e i responsabili citati ebbero piena consapevolezza di tutti gli elementi della fattispecie e vollero realizzare l’operazione” Il Gip a pag 19 del suo provvedimento afferma della consapevolezza di quanto stavano facendo. Questa inchiesta e le tantissime altre (vedi Parmalat, Cirio etc) che hanno visto e vedono coinvolte le banche hanno come comune denominatore il massimo profitto aldilà della legalità aggravato dalla consapevolezza, cosa che non può essere altrimenti visti i sofisticati sistemi di controllo e gestione esistenti. Lo stesso filo conduttore, il massimo ( e spesse volte illegale) profitto che ha portato e porta le banche ad abusare di una posizione dominante addebitando spese e commissioni e tassi illegali ai propri clienti. Operazione che di fatto da una parte trasferisce ricchezza dai cliente alle banche e dall’altra causa povertà e illegalità.
Quando la classe politica si renderà conto di tutto ciò forse sarà tardi per salvare il salvabile.
Aprire gli occhi sulla degenerazione dell’operato bancario credo sia un dovere oltre che un diritto di tutti noi”.

Archivio.  Pubblicato il: 29 ottobre 2011

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