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Peschereccio affondato: si spera in recupero vittime e relitto


La magistratura ha revocato il sequestro della nave portacontainer ‘Jolly Grigio’. Il cargo della società Ignazio Messina di Genova l’11 agosto scorso ha provocato l’affondamento del peschereccio `Giovanni Padre` e la morte di due pescatori, padre e figlio. I due per ora risultano dispersi in quanto i rispettivi corpi non sono ancora stati recuperati, probabilmente sono rimasti imprigionati all’interno del relitto della nave da pesca inabissatasi a 500 metri di profondità. Il fatto si è consumato nelle acque al largo dell’isola Ischia nel Golfo di Napoli. La nave dopo essere stata spostata dalla banchina del porto di Napoli è in rada al largo. La nave ora si dirigerà verso la sua destinazione originaria ossia il porto di Marsiglia in Francia. Mentre, Timoniere e terzo ufficiale restano agli arresti, il comandante della nave, Aniello Puglisi resta sempre indagato a piede libero per favoreggiamento. Nel frattempo, quelle che trascorrono sono ore di spasmodica attesa in casa dei familiari di Vincenzo e Alfonso Guida, i due pescatori di Ercolano dispersi in seguito all`incidente. I familiari sono costantemente informati delle attività di individuazione del relitto del peschereccio. Tra la comunità dei pescatori ercolanesi la tragedia ha suscitato sentimenti misti di rabbia e dolore. Dopo che nei giorni scorsi si erano rifiutati di prendere il mare in segno di protesta oggi stanno svolgendo regolarmente l`attività di pesca al Porto del Granatello a Portici e continuano a sperare nel recupero dei corpi dei due loro sventurati compagni di lavoro. A ridare forza e speranza a tutti la notizia che il cacciamine ‘Rimini’ nave della Marina Militare Italiana è da stamani al lavoro a scandagliare i fondali del golfo di Napoli al largo di Ischia. La nave è giunta in zona ricerche nella tarda serata di ieri con un giorno di anticipo. La sofisticata strumentazione di cui è dotata la nave ha già individuato il relitto del peschereccio che si troverebbe nello stesso punto della collisione a 450 metri di profondità, 40 gradi e 40 primi nord e 14 gradi e 0 primi est. Successivamente è stato immerso in mare il mini-sommergibile ‘Pluto Gigas’ in grado di raggiungere elevate profondità e di effettuare fotografie e video. Il mezzo è sceso sul fondale e a 450 metri di profondità ha confermato, con le immagini trasmesse in superficie, l`identificazione del relitto. Ora si punta ad individuare i corpi dei due sfortunati pescatori che non è ancora avvenuta. I due dovrebbero essere rimasti intrappolati sottocoperta dove si trovavano al momento dell’incidente. Le attività della nave `Rimini`, che termineranno questa sera, sono condotte con l`ausilio di tre motovedette della Capitaneria di Porto di Napoli partite stamani alle 10.30 dal molo 21 di Calata Porta di Massa. In appoggio vi è anche un’altra nave della Marina Militare italiana, la ‘Anteo’. Quest’ultima ha a bordo sofisticati mezzi come un robot e un minisommergibile. Per ora però, la Capitaneria di Porto rende noto che non è possibile stabilire quando avverrà il recupero del peschereccio. L`operazione, infatti, si annuncia lunga e complessa. Comunque sia il recupero del relitto non rientra tra le competenze della Marina Militare. Sarà l`autorità giudiziaria a decidere se si dovranno attivare le procedure per riportare il relitto del peschereccio in superficie o meno. Dopo questi ultimi sviluppi è cresciuta la speranza per la famiglia di Vincenzo e Alfonso Guida di riavere i corpi dei loro cari e poterli così finalmente piangere e dare una cristiana sepoltura. Nelle chiese di Ercolano e dintorni si continua a pregare per i due sfortunati pescatori.

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