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Pirateria somala: marittimo spagnolo racconta la prigionia in Somalia


La prigionia dei marittimi catturati dai pirati somali è un vero inferno. Un`esperienza che segna anima, mente e corpo. La sua drammaticità viene fuori in tutta la sua entità anche dal racconto che ne fa uno dei due marittimi spagnoli del peschereccio ‘Vega FV 5’. Il marinaio ieri ha potuto riabbracciare i propri cari dopo essere stato rilasciato lo scorso sabato. Il rientro in Patria è avvenuto dopo quasi 4 mesi di prigionia in Somalia di cui l’ultimo trascorso a bordo della petroliera italiana ‘Savina Caylyn’ anch’essa catturata dai pirati somali. Un racconto che ha pubblicato, nella sua edizione odierna on line, il giornale spagnolo ‘elcorreogallego’. A raccontare la prigionia è il capitano del peschereccio, Juan Alfonso Rey Echeverry . Una prigionia che il capitano ha condiviso con il suo nostromo, Jose Alfonso Garcia Barreiro. Sulla pagina web del giornale spagnolo il capitano del ‘Vega FV 5’ racconta che: “mi sono molto spaventato perché temevo per la mia vita, ed ora voglio dimenticare per tornare al mare, perché è il mio lavoro. Spero però, di non tornare in quella zona, perché mi farebbe male ricordare quello che è successo”. Rey Echeverry spiega che la prima volta che ha veramente temuto per la sua vita è stato quando li hanno portati a terra perché ci sono stati dei problemi con dei gruppi rivali anche con scontri a fuoco. Mentre, la seconda volta, che è stata peggio, è stato quando uno dei dirottatori ha cominciato a colpirlo con un bastone sulla spalla e con l`altra mano gli indicava la sua pistola, fino a quando non ha sparato un colpo che è passato di poco sopra la sua testa. Il capitano del ‘Vega FV 5” racconta anche che il primo giorno di prigionia quando lo hanno legato a prua a testa in giù con le mani legate ai piedi e con una canna di bambù mimavano di volerlo picchiare. Il capitano racconta anche del suo trasferimento sulla petroliera italiana ‘Savina Caylyn’. Un trasferimento avvenuto una mattina quando è stato fatto salire su di un’auto. Nel frattempo, era stato separato dal suo compagno di sventura che poi, però ha ritrovato sulla nave italiana. Un particolare questo, che fa presumere che la gang del mare che ha catturato il ‘Vega FV 5’ sia la stessa che ha catturato la petroliera italiana ‘Savina Caylyn’. Questo porta a pensare che si potrebbero seguire gli stessi canali utilizzati per le trattative che hanno riportato a casa i due marittimi del peschereccio spagnolo. Nel racconto che il capitano del peschereccio spagnolo fa della sua prigionia, e che ‘elcorreogallego’ riporta sulla sua pagina web, evidenzia anche i tanti disagi subiti e la mancanza continua di cibo e acqua. Rey Echeverry spiega anche che solo quando sono stati condotti in una casa hanno mangiato abbastanza bene, perché il cibo veniva preparato da una donna. Inoltre nel racconto che il marittimo spagnolo fa della sua prigionia rivela anche che due dei marittimi del suo equipaggio sono stati uccisi dai pirati somali nel corso del sequestro. Il capitano sottolinea che uno dei due aveva solo 17 anni. A bordo del peschereccio vi erano infatti, oltre ai due spagnoli anche tre marinai indonesiani e 19 mozambicani. Il 12 marzo scorso 13 dei 19 mozambicani vennero liberati dalla marina militare indiana. Da questo racconto si evidenzia che le conseguenze dirette della cattura di una nave da parte dei pirati somali sono tutte per i marittimi membri dell’equipaggio della nave. In genere dopo la cattura della nave gli uomini dell’equipaggio vengono affidati in custodia ad altri predoni del mare che vanno a vivere a bordo, alternandosi a turno e in gruppi. Una promiscuità forzata che conduce anche a situazioni esasperanti dettate dal prolungasi del sequestro e dal fatto che i somali sono molto dediti a consumare grandi quantità di khat, foglie euforizzanti che masticano di continuo, e al consumo smodato di alcoolici. Una miscela esplosiva che trasforma la prigionia dei marittimi catturati in un vero inferno. Per cui meno dura il sequestro e meglio è per gli ostaggi!

Ferdinando Pelliccia

Il giornale spagnolo elcorreogallego.es

[img]http://www.liberoreporter.it/public/upload/correogallego_lrit.jpg[/img]

[url]http://www.elcorreogallego.es/galicia/ecg/pusieron-pistola-cabeza-mientras-pegaban-duro-un-palo/idEdicion-2011-05-20/idNoticia-670718/[/url]

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