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Pirateria somala: governo indiano adotta ‘misure attive e aggressive’ per dare battaglia ai pirati


Continuano le proteste dei familiari dei marittimi indiani ancora ostaggi dei pirati somali. Le famiglie di questi marinai ostaggi da oltre un anno hanno protestato per le vie della capitale indiana New Delhi. Un segnale questo di un forte e crescente malessere tra i familiari dei marittimi ostaggi dei pirati somali. Si tratta delle famiglie dei sei marinai indiani equipaggio della nave MV Iceberg battente bandiera di Panama e di proprietà della compagnia marittima ‘Iceberg International LTD’. La nave è stata catturata dai pirati somali il 29 marzo del 2010 e non è stata ancora rilasciata. Queste famiglie ancora una volta si sono ritrovate per lanciare un appello al governo indiano per un`azione immediata atta a ottenere il rilascio dei loro cari. Nonostante i tanti appelli delle famiglie dei 6 marinai il governo indiano non ha ancora avviato una decisa azione per riportarli a casa sani e salvi. Le famiglie hanno ribadito ancora una volta la loro richiesta di intervento da parte del governo indiano. Le prime manifestazioni di protesta di familiari di marittimi ostaggi dei pirati somali si erano registrate già lo scorso primo marzo. Quando prima a Karachi, in Pakistan e poi, in India, i familiari dei membri dell’equipaggio del mercantile ‘MV Suez’, catturato il 2 agosto del 2010 nel Golfo di Aden, si radunarono per manifestare contro l’immobilismo dei rispettivi governi, pakistano e indiano, di fronte al dramma che stavano vivendo. Per il rilascio della nave battente bandiera panamense e di proprietà di una compagnia di navigazione egiziana la ‘Mar Rosso Navigation Co.’ i predoni del mare che li trattengono in ostaggio hanno chiesto per il loro rilascio 2,4 milioni di dollari. A bordo del mercantile vi erano 22 marittimi, 6 indiani, 4 pachistani, 1 cingalesi e 11 egiziani. La gang del mare somala che li trattiene in ostaggio, di fronte al diniego di trattare della compagnia proprietaria della nave ha deciso un rilascio selettivo. Nel senso che ha rilasciato gran parte degli ostaggi e ora trattiene solo i quattro pachistani e i sei indiani. Coincidenza vuole che proprio in questi giorni i pirati somali si sono rifiutati di rilasciare sette marinai, dei quindici, tutti di nazionalità indiana, che componevano l`equipaggio della nave ‘Asphalt Venture’. Questo nonostante che lo scorso 16 aprile è stato pagato un riscatto di milioni di dollari per ottenere il rilascio della nave e del suo equipaggio. Secondo i media indiani il mancato rilascio dei marittimi non sarebbe altro che un gesto di ritorsione da parte dei pirati somali per l`arresto, compiuto negli ultimi mesi, di oltre 100 pirati da parte dei militari della Marina Militare indiana. Secondo il quotidiano indiano ‘The Hindu’, che cita fonti ufficiali, i pirati intendono scambiare i sette membri dell`equipaggio ancora trattenuti in ostaggio con i loro compagni detenuti nelle carceri indiane. Il gesto però, non è stato molto gradito dal governo indiano che potrebbe presto dirottare nel mare dei pirati un’altra nave da guerra, una fregata classe Talwar, che si andrebbe ad aggiungere alle altre unità navali militari indiane già operative in quelle acque. Per ora però, non ci sono conferme da parte del governo indiano che si è limitato a dire per bocca del ministro degli affari esteri, Ravi Vayalar che: “Il nostro interesse primario è quello di salvare la vita di ogni marinaio indiano tenuti in ostaggio”. In effetti finora le autorità di New Delhi si sono sempre dichiarate contro un intervento armato in presenza di ostaggio a causa del rischio di danni collaterali. Però, secondo indiscrezioni pare che ora la Marina Militare indiana abbia avuto il via libera all`adozione di ‘misure attive e aggressive’ approvate in questi giorni dal governo indiano per dare battaglia ai pirati somali. Il governo ha anche deciso di permettere l’imbarco di guardie armate sulle navi mercantili indiane. Un altro atto importante passo compiuto è la modifica del codice penale indiano. Con essa è stata inclusa nel codice penale una specifica legge anti-pirateria, che cerca di fondere le disposizioni in IPC con le Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), dopo che i pirati ha iniziato ad operare più vicina coste indiane. Finora sono 54 i marittimi di nazionalità indiana trattenuti in ostaggio dai pirati somali. SI tratta dei marittimi equipaggio di cinque navi catturate: MV Iceberg, MV Suez, MT Asfalto Venture, MT Savina Caylyn e MV Sinin. Queste navi, come è noto a tutti, sono state dirottate presso le coste somale del Puntland dove sono all’ancora di fronte ai covi pirati di Hobiyo, Kaduur e Grisby. Nel 2010 gli ostaggi caduti nelle mani dei pirati somali hanno raggiunto il numero record di 1181 marittimi. I predoni del mare somali attualmente trattengono in ostaggio almeno 50 navi e almeno 700 marittimi di diverse nazionalità tra cui anche cittadini europei.
Ferdinando Pelliccia

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