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Mutuo. Violazione contrattuale, migliaia di famiglie potrebbero avere lo stesso problema


Tutto inizia nel marzo del 1989, quando la famiglia Belluco di Padova, alla presenza del Notaio Pietrantoni, sottoscrive un contratto di mutuo a tasso di interesse variabile `prima casa` con la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Una clausola prevedeva la: `facoltà della cassa di risparmio mutuante, di modificare, previo preavviso a mezzo lettera a/r almeno un mese prima, la misura del tasso di interesse in relazione ai tassi correnti di mercato applicati dalle Casse di Risparmio, dalle Aziende di Credito di Diritto Pubblico e di Interesse Nazionale , per le nuove operazioni ipotecarie della specie a medio e lungo termine.`
Anziché applicare quanto espressamente citato in contratto, nel 1990 la CARIPARO comunicò con lettera raccomandata firmata dal direttore generale, rag, Pio Bussolotto, che “al fine di operare in tal senso,è stato adottato un metodo di revisione periodica del tasso sulle operazioni di mutuo della Cassa che ricalca gli stessi criteri adottati da tempo dal sistema bancario. Pertanto in sostanziale aderenza alle intese a suo tempo sottoscrittte, il tasso di riferimento sarà la media aritmetica del tasso della lira interbancaria a tre mesi lettera, maggiorata di 0,75 centesimi, e del prime rate ABI ` ovvero il tasso d`interesse. applicato dalle banche aderenti all`associazione bancaria, per finanziamenti non garantiti e a breve termine e non per mutui ipotecari. Con questa lettera la Banca ha di fatto modificato il contratto. In un primo momento la famiglia Belluco ha cercato di risolvere, senza successo, la grave situazione venutasi a creare, direttamente con l`Ufficio Reclami e la Direzione Generale della Banca. Nel 2003 si è rivolta al Tribunale di Padova che nel 2007 ha condannato la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo alla restituzione del maltolto, oltre agli interessi, le spese del C. T. U. ( consulente tecnico nominato dal Giudice ). Nella perizia (CTU) si legge:` E` emerso chiaramente per quanto esposto nella presente perizia e vista la documentazione prodotta agli atti, che le modalità di calcolo del tasso di interesse applicato al contratto di mutuo, non sono state indicate con trasparenza.. si tenga presente che la stessa Banca D`Italia non dispone di rilevazioni riferibili ai tassi praticati dalle Casse di Risparmio, dalle Aziende di Credito di Diritto Pubblico e di Interesse Nazionale…..` e poi ancora `Il massimo istituto in ambito bancario, non sarebbe stato in grado di dare risposta al quesito.`
Sostanzialmente, in fase di esecuzione del contratto, la determinazione dell`interesse è uscito dallo schema negoziale, avendo la banca fatto riferimento ad altro criterio estrinseco. E` innegabile che, se il Notaio avesse verificato la formula contrattuale,come era suo preciso dovere fare, nulla sarebbe successo.
Il sig. Belluco che intervistiamo, ci racconta le vicissitudini che ha passato e afferma:` Di questo contratto le clausole standard sono state violate unilateralmente dalla Cassa di Risparmio, allo scopo di concedersi l’esclusivo, ingiusto, sproporzionato, artificioso e iniquo vantaggio. Non è necessario essere degli esperti per dedurre che migliaia di famiglie avranno subito lo stesso pessimo trattamento visto che si tratta di contratti standard.`

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