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Pirateria. Buone speranze per il Buccaneer.





Dopo quasi quattro mesi, da quando i pirati catturarono nel Golfo di Aden il rimorchiatore, l’11 Aprile scorso, i 16 marinai sono lì che aspettano di poter ritornare a casa e riabbracciare i loro cari. Essi sono: Mario Iarloi, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti); Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina); Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti); Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari); Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani); Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari). La Farnesina, subito dopo il sequestro, ha diffuso i nominativi dei dieci marinai italiani, mentre del croato e dei 5 romeni non si è saputo nulla per mesi, fino a quando all’inizio di luglio, grazie alla paziente ricerca condotta dalla nostra redazione, Liberoreporter è riuscito, primo in assoluto, ad identificare i 5 romeni che sono: Remus Marinescu, ufficiale meccanico, Adrian Galca, timoniere, Dorel Gheorghe, aiutante ufficiale meccanico e Marius Aragea, operatore motori e Stefan Borcan, ufficiale ponte nave. I primi 4 sono tutti di Constanta mentre il quinto è di Bucarest. Del croato invece, Liberoreporter è riuscito solo a conoscere, che è di Fiume, ed è uno studente di 25 anni imbarcatosi sul Buccaneer come elettricista. I marinai italiani del Buccaneer, nel corso della loro prigionia, hanno più volte contattato le famiglie ed hanno sempre fatto sapere di stare bene anche se hanno a disposizione poca acqua, cibo e medicine. Altrettanto hanno fatto i loro compagni romeni che hanno chiamato le famiglie a casa implorando loro di chiedere al governo di Bucarest di intervenire. E’ questo un altro aspetto negativo della vicenda. Mentre in Italia sembra che il governo dedichi un pò di attenzione ai suoi cittadini ostaggi dei pirati, in Romania invece, dei 5 marittimi romeni, imbarcati a bordo del ‘Buccaneer’, sembra che nessun rappresentante dello Stato si sia preoccupato almeno di prendere contatto con le loro famiglie. I familiari dei 5 marittimi romeni hanno saputo solo attraverso i media esteri che sono le autorità italiane a trattare con i rapitori e a negoziare il rilascio della nave e dell`equipaggio. Di recente poi hanno inviato a Liberoreporter, di cui seguono le pubblicazioni in merito ala vicenda, ben due appelli a firma di Elia Carmen Borcan, Nicoleta Aragea, Mirela Marinescu, Steluta Gheorghe, Janina Galca mogli e madri dei 5 romeni ostaggi dei pirati somali. L’ultima volta che hanno sentito i loro cari al telefono è stato il primo luglio scorso. Ormai sono mesi che la nostra redazione segue con il massimo interesse, impegno e correttezza professionale la vicenda e siamo certi che per il Buccaneer ci sarà a breve un positivo epilogo. E proprio per il momento particolarmente delicato che invitiamo chi volesse riportare le nostre pubblicazioni, di farlo correttamente, fedelmente, senza aggiungere notizie fantasiose e prive fondamento che potrebbero essere lesive per chi ancora è in mano dei pirati.

Ferdinando Pelliccia

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