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Buccaneer – `Cari pirati, ridateci i nostri papà.`





Sono tutti e tre campani. Il più piccolo di tutti ha 5 anni e si chiama Mario ed è il figlio di Giovanni Vollaro, la più grande ha 10 anni e si chiama Mariarca ed è la primogenita di Vicenzo Montella, nel mezzo c’è la sorellina Francesca di 5 anni e poi c’è Stefania, la nipote di Bernardo Borrelli.
La loro vita da bambini ha subito un cambiamento che forse li segnerà per sempre. Stanno vivendo, come d’altronde tutti nelle loro famiglie, momenti di sofferenza e di abbattimento alternati a momenti di aspettativa e di desiderio. Non hanno più voglia di giocare. Mentre i loro coetanei imparano appena a conoscere i nomi delle città del loro Paese, essi hanno imparato i nomi di regioni che si trovano nel continente africano. Sanno della Somalia, del Puntland, del fenomeno della pirateria e sanno che qualcuno un giorno riporterà a casa i loro cari. Anch’essi, a loro modo, stanno lottando con tutte le forze per poter riabbracciare chi il proprio papà e chi il proprio zio. A questi bambini è venuto a mancare per troppo tempo un’importante figura all’interno delle loro famiglie ed ora vogliono che gli venga restituita.
Da questa lettera si leva alto il loro grido di sofferenza e disagio. Le loro sono parole che nascono dall’animo, un animo innocente, e sono ornate dalla tristezza e umiliate dalla paura di non poter riuscire a riavere quelle persone a loro care e che ora altri uomini trattengono lontano da loro.
Il loro vuole essere un appello ai pirati ma anche a chi si deve adoperare affinché il loro sogno si realizzi.

“[b]Cari pirati,
dobbiamo chiedervi di ridarci i nostri papà perché ci mancano tantissimo e noi abbiamo bisogno di loro per crescere, per giocare e per non vedere più le nostre mamme piangere. Anche il mio nonno piange sempre e non mi può portare più a pescare e anche la mia nonna piange sempre, tutti piangono sempre. Abbiamo visto molti film di pirati che cercavano il tesoro ma i nostri papà il tesoro non lo tengono. Ci siamo fatti regalare una barca grande e la facciamo navigare dentro il canotto e se volete ve la regaliamo così i nostri papà possono tornare a casa. Non guardiamo più i cartoni animati ma solo il telegiornale perché aspettiamo sempre di vedere i nostri papà che tornano nel nostro mare. Questa lettera la mandiamo a una signora che ve la spedisce sicuramente perché noi non abbiamo il vostro indirizzo. Se vedete i nostri papà e lo zio Bernardo dategli tanti baci. Anche ai pirati diamo un bacio, però mandate a casa i nostri papà[/b]”.

[b][i]Mario, Mariarca, Francesca, Stefania[/b][/i]
[img]http://www.liberoreporter.it/public/upload/fig_nip_ost_buccaneer.jpg[/img]

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