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Pirateria. Scaduto l`ultimatum ora si teme per la sorte dei marittimi del Buccaneer





La tensione è altissima nel Corno d`Africa, al largo della Somalia è scaduto nella notte l`ultimatum di 48 ore lanciato dai pirati. La `gang del mare` trattiene in ostaggio nelle loro mani 16 marinai, tra cui 10 italiani, equipaggio di un rimorchiatore italiano il `Buccaneer` catturato l`11 aprile scorso nel Golfo di Aden. Per il loro rilascio chiedono 2milioni di dollari. Denaro che il governo italiano si rifiuta di pagare e chiede invece, la loro liberazione incondizionata mostrando un`inconsueta intransigenza. Non si hanno ancora notizie certe su cosa sia accaduto agli ostaggi. Si spera che il governo italiano sia riuscito a trovare una mediazione in extremis e che di fronte a questo diktat sia finalmente avvenuta una svolta nella vicenda e che contatti si siano aperti con i rapitori per giungere alla liberazione degli ostaggi.
I pirati avevano fissato un ultimatum per le 20 in Italia, poi forse slittato di qualche ore, con la minaccia di compiere `cose brutte`, ovviamente nei confronti degli ostaggi, se non fosse stata avviata una trattativa. Una trattativa che il governo italiano dice che sia in corso da settimane ma su cui ha calato una cappa impenetrabile avvocando il diritto al riserbo per giungere a migliori risultati e in tempi brevi. I fatti sembrano però smentirlo. Dopo circa 50 giorni di prigionia dei 10 marittimi italiani e dei 5 compagni romeni e un croati nulla è ancora accaduto. Tutto sembra essere fermo in `alto mare`. I pirati parlano ancora di `avviare le trattative` e non `continuarle`. Si teme che possa accadere il peggio anche se si continua a sperare. Per i pirati sono gli italiani la `merce` più preziosa e oggetto di un`eventuale trattativa per uno scambio che porti al loro rilascio. Ecco i loro nomi: 1) Mario Iarloi, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti); 2) Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina); 3) Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti); 4) Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari); 5) Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 6) Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 7) Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 8 ) Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani); 9) Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); 10) Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari).
In Italia migliaia di persone, amici e parenti ma anche sconosciuti, si sono stretti intorno ai familiari degli ostaggi. Sullo sfondo della vicenda predomina un silenzio mediatico ed istituzionale ma echeggiano anche gli appelli a salvarli e a fare presto lanciati dai marinai, oltre alle manifestazioni di ansia e di disperazione dei familiari. Nel frattempo nelle acque al largo della Somalia la Fregata `Maestrale` e la nave anfibia d`assalto `San Giorgio` sono pronte ad intervenire. Per ora una sola cosa è certa la marina ha avuto l`ordine di inviare nelle acque somale un`altra nave da guerra, il `Comandante Borsini`. Forse nell`intento di aumentare la pressione sui pirati e indurli a cedere lasciando liberi gli ostaggi. Nelle prossime ore si saprà del destino dei marittimi del Buccaneer per ora tutti sperano in una soluzione veloce e indolore della vicenda. Ieri Mauro Marino presidente del Sindacato dei Marittimi, SDM, ha inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli Esteri Franco Frattini, una lettera in cui gli chiede di salvare le vite dei 10 marittimi italiani.
Ferdinando Pelliccia

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