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Pirateria. I parenti degli ostaggi del Buccaneer sono angosciati e disperati


A 24 ore dall`ultimatum di 48 ore concesso dai pirati somali al governo italiano per `avviare trattative` per il rilascio dei 10 marittimi italiani loro ostaggi da 54 giorni. i parenti di 3 dei marittimi, dopo aver vissuto per settimane ore di ansia e essere stati tormentati dall`angoscia, hanno annunciato ulteriori iniziative dopo quelle adottate finora. Si tratta dei familiari di Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli, i 3 marinai campani tutti iscritti alla capitaneria di porto di Torre del Greco, che fanno parte dei 16 membri dell`equipaggio del rimorchiatore italiano `Buccaneer` sequestrato l`11 aprile scorso nel Golfo di Aden ed ancora in mano ai sequestratrori. “Stiamo pensando in queste ore di organizzare un pullman per Roma, di andare al Quirinale probabilmente anche sabato per sensibilizzare le istituzioni sul caso”, hanno annunciato ieri i parenti dei 3 marittimi di Torre del Greco e Ercolano in provincia di Napoli. Dopo il drammatico appello lanciato dal comandante del rimorchiatore, Mario Iarloi che invitava anche a fare presto, è aumentato in tutti loro la sensazione di angoscia che li attanaglia da circa due mesi e che è acuita anche dall`assenza di notizie certe in merito. Di recente prima a Torre del Greco e poi ad Ercolano sono state organizzate delle veglie in chiesa a cui hanno preso parte oltre ai familiari anche amici, personalità politiche e religiose campane che si stanno mostrando attenti alla vicenda. Inoltre circa due settimane fa nelle due città è stato affisso anche un manifesto a firma delle tre famiglie con l`appello a non dimenticare rivolto alle istituzioni . Sembra che sia stata scritta anche una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di cui non si ha avuto alcun riscontro.
Le recentissime notizie poi, giunte dal Buccaneer, hanno accentuato ulteriormente timori e paure negli animi dei parenti degli ostaggi. Da Torre del Greco e da Ercolano non fanno altro che inviare messaggi carichi di angosca e disperazione: “Non riusciamo ad essere sereni ogni comunicazione con i nostri cari a bordo della nave è angosciosa”. “Sono oramai due mesi che i nostri ragazzi sono in mano ai pirati e nessuno fa nulla per liberarli”.
“Aspettiamo una telefonata dalla nave e che sia positiva”.
“La Farnesina continua a dirci che tutto è sotto controllo, che le trattative ci sono ma noi siamo molto preoccupati”.
A rassicurarli non sono bastate nemmeno le parole di Margherita Boniver, l`inviato speciale del ministro degli Esteri, Franco Frattini, per le emergenze umanitarie, che si è recata in missione, il primo maggio scorso, in Kenya, Somalia e in Puntland incontrando le autorità locali proprio per seguire da vicino la vicenda `Buccaneer`. Il sottosegretatio finora ha sempre ribadito che l`Italia, pur mantenendo il massimo riserbo sulle operazioni, sta lavorando per risolvere la questione. Inoltre la Boniver ha affermato con forza che è pazzesco il solo poter immaginare che nessuno si stia occupando della vicenda. Ribadendo che il governo, la Farnesina e i servizi, stanno lavorando. Come anche tutti gli organismi preposti, italiani ed internazionali, e sottolineando quanto il silenzio stampa serva per poter arrivare a risultati concreti nei modi e nei tempi migliori. I familiari dei 3 marittimi pur mantenendo uno stretto contatto con la Farnesina, sono stati ricevuti appena lo scorso mercoledì, hanno affermato di non sapere più a chi credere!
I familiari di tutti gli ostaggi italiani sono ormai convinti che i loro cari non siano più in grado di resistere a lungo ad una tale situazione. Di certo se non ci saranno ulteriori sviluppi, la prigionia dei 10 durerà ancora a lungo. Questo lo percepiscono anche le altre famiglie dei 10 marittimi italiani. Sono in forte aumento anche i loro segnali di preoccupazione. Ecco i nomi dei 10 italiani che fanno parte dell`equipaggio del rimorchiatore Buccaneer: 1) Mario Iarloi, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti); 2) Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina); 3) Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti); 4) Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari); 5) Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 6) Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 7) Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 8 ) Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani); 9) Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); 10) Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari).
Ferdinando Pelliccia

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