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Pirateria e Buccaneer nell`agenda della riunione del Gruppo internazionale di contatto sulla Somalia





Alla riunione del Gruppo internazionale di contatto sulla Somalia, in programma a Roma il 9 e 10 giugno prossimo, le tematiche che saranno trattate sono tre: la situazione politica e di sicurezza in Somalia, quella umanitaria e la ripresa economica e, per ultimo ma non meno importante, la pirateria. La riunione che si terrà alla Frnesian sarà aperta dal ministro degli Esteri Franco Frattini e vi parteciperanno il suo omologo somalo Abdullahi Omaar, rappresentanti di numerosi stati a livello di alti funzionari, per l`Italia l`ambasciatore Giuseppe Morabito, direttore generale per l`Africa subsahariana della Farnesina, e di varie organizzazioni internazionali tra cui l`Onu, con il rappresentante speciale del segretario generale per la Somalia, Ould Abdallah che presiederà il gruppo. L`ICG per la Somalia è nato a giugno del 2006 su iniziativa di alcuni stati tra cui l`Italia. Ne fanno parte gli Stati Uniti, la Norvegia, l`Italia, la Svezia, la Tanzania, la Gran Bretagna, la presidenza e la Commissione dell`Ue. Sono invece osservatori l`Unione africana, Ua, l`Autorità intergovernativa per lo sviluppo, la Lega araba e le Nazioni Unite. Per quanto riguarda il primo punto in agenda, i partecipanti discuteranno della fragile situazione interna e valuteranno le ipotetiche prospettive di dialogo con l`opposizione. La seconda tematica è strettamente collegata alla prima, dal momento che la situazione umanitaria secondo le organizzazioni internazionali che operano in Somalia è grave. Sempre più persone fuggono da Mogadiscio e da altre aree del Paese africano. Inoltre sono in aumento i casi di malnutrizione e si sono già manifestati diversi focolai di morbillo nella zona centrale dello Paese del Corno d`Africa. Per quanto riguarda invece, il fenomeno della pirateria, la questione interessa in maniera particolare l`Italia. Sono in mano ai pirati somali, tenuti in ostaggio, 10 marittimi italiani parte dell`equipaggio di un rimorchiatore italiano, il ` Buccaneer`, catturato nel Golfo di Aden lo scorso 11 aprile. La discussione i merito sarà orientata prevalentemente alla ricerca di una soluzione `politica e sociale` del problema in linea generale. Tenedo in considerazione gli strumenti tecnici già adottati per combattere questo tipo di criminalità
Si tratta di due documenti: la risoluzione Onu 1815 e il Trattato di Montego Bay. Il primo permette la cattura dei pirati se si trovano oltre 12 miglia dalle acque territoriali somale. Il secondo invece, è l`accordo, siglato tra le nazioni che partecipano alla missione Ue `Atalanta` e il governo federale di transizione di Mogadiscio, tfg, grazie al quale i pirati possono essere arrestati e non solo in mare, ma anche sulla terra ferma. Un accordo questo che potrebbe in futuro permettere che vengano effettuate operazioni direttamente contro i covi dei pirati lungo la costa somala ed in particolare quella del Puntland, ritenuta la nuova tortuga. Ed è proprio il governo di questa regione semiatunoma della somalia a rappresentare parte importante nella vicenda del `Buccaneer`. Vicenda che vede la sua soluzione allontanarsi sempre di più. Sono ormai trascorsi 55 giorni dalla cattura della nave italiana e dei suoi 16 marinai e non è stato ancora possbile trovare una soluzione tra le parti. A `giocare` a sfavore degli ostaggi sono intervente alcune circostanze: divergenze di vedute nell`affrontare la vicenda da parte delle diverse compagini coinvolte: i governi, italiano e del Puntland, e i pirati. L`inconsueta intransigenza mostrata dal governo italiano nel non voler pagare alcun riscatto che ha creato dalla parte opposta un`eguale intransigenza a non voler più trattare ma a pretendere solo il pagamento del riscatto, fino a lanciare un inquietante ultimatum di 48 ore che sta per scadere senza che nulla sia accaduto. L`impossibilità da parte della Farnesina di stabilire contatti diretti con i sequestratori e il doversi invece affidare a terze persone. Inoltre se non si sono registrati progressi nella vicenda, da oltre 50 giorni, la spiegazione si potrebbe trovare anche nel fatto che i rapporti tra il governo italiano e quello del Puntland, nell`ultimo periodo, si siano molto incrinati. A dimostrazione di questo a Roma il 9 e il 10 giugno, in occasione alla riunione dell“International Contact Group`, ICG, sulla Somalia dove di certo si parlerà anche del `Buccaneer`, vi parteciperanno i rappresentanti del governo e dell`opposizione in Somalia ma non interverranno quelli del governo del Puntland. Al vertice di fatto mancherà l`interlocutore più valido, quello che veramente potrebbe fare pressione sui pirati per far liberare i 10 marittimi italiani.
Ferdinando Pelliccia

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