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Pirateria. Arriva una terza unità navale militare italiana nel Golfo di Aden





Si tratta di un pattugliatore il `Fateh`. Al termine della sua missione, il `Comandante Borsini` anziché rientrare alla base in Italia potrebbe fermarsi per qualche settimana al largo delle coste somale, al fine di fornire un ulteriore contributo alla lotta alla pirateria. Contributo che ha già dato nel corso di una missione navale internazionale nell`aprile del 2008. L`imbarcazione sarebbe la terza unità navale militare italiana dispiegata nel mare al largo della Somalia. In quelle acque sono infatti operative già due navi italiane. Si tratta della Fregata `Maestrale`, partecipante alla missione europea `Atalanta` e della nave d`assalto anfibia `San Giorgio` inviata in seguito alla cattura del rimorchiatore italiano `Buccaneer` e del suo equipaggio di 16 uomini, tra cui 10 italiani. Quest`ultima unità navale attualmente opera in maniera autonoma ed è posta sotto il comando diretto delle autorità militari italiane in coordinamento però, con la ` Maestrale` per monitorare l`area dove è alla fonda il `Buccaneer`. Per ora, anche se non ci sono ancora conferme, appare evidente che se il pattugliatore a breve transiterà nel Golfo di Aden nulla gli vieta di fermarsi per un certo periodo al largo delle coste somale. Sembra che anche se la Marina militare italiana non abbia ancora ricevuto un ordine ufficiale in tal senso probabilmente sarà questa l`opzione che verrà adottata dal ministero della Difesa. Tutto è comunque, come sempre, legato al reperimento di fondi. Al momento la nave ha copertura finanziaria solo per compiere il suo viaggio si scorta al `Fateh`. Quindi anzittutto occorrerà reperire in breve tempo e stanziare altri fondi per la sua nuova missione. Non è poi , ben chiaro ancora se la sua attività verrà inquadrata nella missione europea Atalanta. Molto probabilmente sarà così anche perchè a Bruxelles nei giorni scorsi si era discusso proprio per un raddoppio della partecipazione navale dell`Italia alla missione anti pirateria europea. Una volta ricevuto l`Ok per il suo impiego nel `mare dei pirati`, il `Comandante Borsini` opererà nell`ambito giuridico in cui si svolgerà la sua attività. Se opererà sotto comando della missione europea `Atalanta` allora seguirà le direttive Onu. Nel caso nvecem che dovesse operare in maniera indipendente allora la sua attività sarà svolta in accordo alla Convenzione di Montego Bay del 1982. In entrambi i casi avrà il supporto giuridico per intervenire in caso di atti di pirateria.

Ferdinando Pelliccia

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