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Pirateria. La missione europea `Atalanta` si spingerà fino alle Seychelles


E` arrivato il via libera all`estensione fino alle Seychelles della missione anti-pirateria europea `Atalanta`. Fino ad oggi le unità navali militari europee pattugliavano solo le acque al largo della Somalia allo scopo di evitare attacchi dei pirati somali alle navi mercantili in transito. L`intenzione di estendere geograficamente la missione fino alle Seychelles era stata avanzata ieri dai ministri della Difesa Ue durante la riunione del Consiglio a Bruxelles. La decisione dell`Unione europea, Ue, entra in vigore immediatamente. Con questa estensione fino alle Seychelles, circa 700 miglia a est della costa meridionale somala, la zona pattugliata dalle navi europee aumenta di un quarto. A causa dell`ampliamento dell`area di operazioni di `Atalanta` sarà necessario anche ricorrere all`impiego di mezzi aerei per il pattugliamento marittimo. Purtroppo la missione dispone solo di due aerei che considerato l`aerea da controllare sono un numero molto esiguo e dato che in questo momento non ci sono risorse aggiuntive difficilmente arriveranno in zona altri mezzi aereonavali.
Tra i Paesi della comunità solo l`Italia per ora ha annunciato che contribuirà alla missione con una seconda nave, ma solo per un mese mentre ha rinnovato per altri tre mesi la partecipazione della fregata `Maestrale` alla missione. L`estensione della missione navale europea verso l`Oceano Indiano è stata resa necessaria dal fatto che in poco meno di un anno il numero di navi da guerra, delle varie missioni, presenti nel Golfo di Aden è praticamente triplicato. Un fatto questo che ha indotto i pirati, per sfuggire a questa concentrazione militare in chiave anti pirata, ad allargare il loro campo d`azione e a concentrare i loro attacchi più a sud e man mano sempre di più nell`interno verso l`Oceano Indiano fino ad arrivare alle coste dell`arcipelago delle Seychelles. La verità è anche un`altra. Il governo delle Seychelles è in allarme per il ripetersi, in questi ultimi mesi, delle azioni di pirateria vicino alle sue acque territoriali. Azioni che stanno mettendo seriamente in crisi il turismo internazionale, unica risorsa economica del piccolo stato africano. A differenza di altre Paesi come Samoa, Mauritius o Grand Cayman che hanno diversificato la loro economia, le Seychelles invece, vivono quasi esclusivamente sulle comitive di stranieri che sbarcano dalle navi da crociera sulla terra e fanno funzionare le lussuose strutture locali. Purtroppo se tutto questo venisse a mancare sarebbe la spallata decisiva per la già fragile economia nazionale ormai in piena crisi. Di recente il Fondo monetario internazionale, Fmi, è dovuto intervenire con un credito di emergenza, mentre il Club di Parigi ha praticamente annullato il 45 per cento di un debito di 215 milioni di euro. A metà aprile, lo stesso presidente dell`arcipelago, James Michel, aveva dovuto interrompere una viaggio in Giappone dopo l`attacco portato dai pirati a diverse navi mercantili a meno di 200 miglia nautiche da Mahe, la capitale, e il sequestro in mare di una decina di abitanti dell`arcipelago. Anche il rimorchiatore italiano `Buccaneer` con 16 marinai a bordo, 10 dei quali italiani, è stato catturato al largo delle sue coste. La situazione si è poi fatta estremamente complicata dopo il fallito tentativo di sequestro della nave da crociera italiana `Melody`, appartenente alla compagnia MSC. Un attacco che ha fatto temere che potesse spingere le navi da crociera lontano dalle rotte che contemplano le acque territoriali delle Seychelles danneggiando gravemente il turismo nazionale. Per fortuna tutto questo non è avvenuto anche perchè di fatto la forza navale internazionale nel Golfo di Aden ha via via spostato il suo baricentro operativo dal Nord verso il Sud, coprendo anche le rotte di navigazione da e per l`arcipelago. Inoltre, di fronte al crescente pericolo delle incursioni dei pirati somali, le autorità dell`arcipelago hanno chiesto a vari Paesi amici fra cui Usa, Ue e India di mettere a disposizione delle loro unità navali militari a difesa degli interessi economici del Paese. Un appello accolto per primo dalla vicina India. La Marina indiana si è immediatamente attivata ed ha inviato nelle acque delle Seychelles la INS `Nirdeshak` armata di cannoni Bofors da 40 mm, ed equipaggiata con un elicottero Chetak e motoscafi veloci. Un`operatività in chiave anti pirateria che
New Delhi ha però stabilito durasse fino alla fine di aprile. Ed ora tocca all`Ue assumersi il compito di proteggere gli interessi economici delle Seychelles.
Ferdinando Pelliccia

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