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Golfo di Aden gli attacchi dei pirati non si fermano ma nemmeno il contrasto della comunità internaz


I marinai spagnoli, con l`ausilio di un elicottero, hanno bloccato la nave pirata e sono saliti a bordo dell`imbarcazione senza incontrare alcuna resistenza. Sono state sequestrate armi automatiche e un lancia-granate. Portando di fatto a 14 il numero dei pirati catturati dalla Spagna in meno di 48 ore nel acque del Corno d`Africa. La stessa unità navale della Marina militare spagnola infatti, aveva già catturato altri 7 pirati lo scorso mercoledì, quando la loro imbarcazione si era rovesciata durante un tentativo di arrembaggio ad una nave battente bandiera panamense, il `Nepheli`. Pirati che dovrebbero essere giudicati alla giustizia spagnola. Ieri infatti il giudice della `Audiencia Nacional` di Madrid, Fernando Andreu, ha disposto la detenzione in Spagna dei primi 7 catturati mercoledì scorso. Uguale sorte dovrebbe, di conseguenza, toccare ai 7 ingabbiati stamani. La giustizia di Madrid, e in particolare l`Audiencia Nacional, in teoria potrebbe essere competente per giudicare questi pirati in quanto la loro cattura è avvenuta in acque internazionali. Di fronte al perdurare della situazione ricorre frequente l`idea della costituzione di un tribunale speciale internazionale per processare i pirati catturati nelle acque del Corno d`Africa. Un`impellente necessità dettata soprattutto dal fatto che si vuole evitare il sorgere di un pericoloso contenzioso con la Somalia oltre al fatto che ai pirati somali, tranne episodiche eccezioni, non è stata finora inflitta alcuna condanna. Specie se quelli catturati sono stati consegnati ai loro presunti Paesi d`origine e questi ultimi, come è accaduto recentemente, difficilmente li hanno imprigionati e tanto meno condannati. Purtroppo ogni nave da guerra della Nato o della Ue, in missione anti-pirateria nel Golfo di Aden, segue delle regole d’ingaggio ben definite e regolate da risoluzioni Onu e deve conformarsi alla legislazione del suo Paese. E tanto meno possono operare come polizia in quanto questo compito spetta ai Paesi competenti territorialmente. Pertanto i pirati catturati nelle acque territoriali somale devono essere consegnati alla Somalia. Cosa questa, che è prevista anche dalle norme internazionali, che al contempo però, consentano anche che quanti siano catturati in acque internazionali siano giudicati al di fuori dei Paesi originari. La fregata `Marques de la Ensenada` fa parte, con altre navi militari di altri Paesi, della missione dell`Unione Europea, `Atalanta`, inviata, dallo scorso mese di dicembre, nell`Oceano Indiano per costituire pattuglie destinate a rendere sicuro il golfo di Aden e la zona occidentale dell`oceano Indiano. Comincia a complicare decisamente la vita, ai pirati somali, la presenza delle unità navali militari internazionali dispiegate in chiave anti pirata nel mare del Corno d’Africa. Sebbene gli attacchi alle navi mercantili continuino, e a correre forti rischi sono le navi passeggeri e soprattutto i mercantili che transitano al largo della Somalia, per i pirati non va tutto liscio come l’olio. Nella settimana che è trascorsa nel Golfo di Aden ci sono stati 4 avvicinamenti sospetti, almeno 4 attacchi sventati, 3 contro navi italiane, e uno riuscito mentre altri 2 sequestri si sono avuti al largo della Somalia. Purtroppo la zona di mare da controllare è ampia. Nei giorni scorsi nella rete dei pirati sono cadute diverse navi: la tedesca, ‘Victoria` un’imbarcazione, battente bandiera d`Antigua e Barbuda, catturata da 8 pirati a sud del porto yemenita di Al Mukalla, mentre era in navigazione verso il porto di Gedda nel Mar Rosso. La nave e il suo equipaggio, tutti romeni, sono stati poi condotti al porto di Eyl, uno dei loro covi sulla costa somala della regione autonoma del Puntland. Ieri invece è stata sequestrata una nave olandese e i suoi 8 membri dell`equipaggio. L`arrembaggio dell`imbarcazione è avvenuto nel golfo di Aden. Si tratta della `Marathon`, di una società olandese, utilizzata per il trasporto di un derivato del carbone utilizzato come combustibile per la metallurgia. Mentre nella stessa giornata una nave appoggio militare americana, `Lewis and Clark`, a cui i delinquenti somali avevano dedicato le loro attenzioni, è riuscita a sfuggire, al largo della Somalia, ad un loro attacco. Il cargo militare, che trasportava materiale logistico, è stato avvicinato da due barchini carichi di uomini che quando si sono visti scoperti hanno fatto fuoco con armi di piccolo calibro in direzione della `Lewis and Clark` senza però arrecare danni a cose o persone. Nel solo 2008 nei suoi circa 250mila miglia quadrate si sono verificati l`85 per cento degli attacchi. Complessivamente sono oltre 20 le navi e circa 300 i marinai che attualmente sono trattenuti come ostaggi dai pirati. Tra queste il rimorchiatore italiano `Buccaneer`, con 10 marinai italiani. La minaccia che arriva dal mare interessa circa 25mila mercantili e navi passeggeri che transitano ogni anno tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, di cui circa 800 sono italiani.

Ferdinando Pelliccia

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