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Inps: lavoratori in stato di agitazione


Dopo il varo del decreto legge 112/2008 (Brunetta – Tremonti) attraverso il quale viene previsto il taglio indiscriminato di una fetta significativa dello stipendio dei lavoratori dell’Inps (si parla di circa 6.000 euro lordi l’anno pro capite, peraltro legati al raggiungimento degli obiettivi fissati dai piani di produttività), le organizzazioni sindacali, le Rappresentanze sindacali unitarie e i dipendenti dell’Istituto hanno approvato una serie di iniziative di lotta, contenute nel documento che di seguito pubblichiamo.
A onor del vero, è stata la Rappresentanza sindacale di base (Rdb) a dare il via alla mobilitazione nazionale dei lavoratori dell’Inps organizzando un partecipatissimo presidio davanti al Parlamento lo scorso 16 luglio conclusosi, poi, con un corteo fino a Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica.
Anziché prevedere l’incremento di salari, stipendi e pensioni fortemente ridimensionati dalla gravissima crisi economica in atto che ha determinato un indiscriminato aumento dei prezzi anche per i generi di prima necessità, il governo si comporta come un Robin Hood alla rovescia: abolisce il tetto massimo delle retribuzioni (già abbastanza pingui) dei dirigenti e dei manager e affama i lavoratori a basso reddito.

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ALZIAMO LA VOCE !

Le OO.SS., le RSU e tutti i lavoratori delle Sedi hanno pienamente accolto, con l’indizione di appositi momenti assembleari, il nostro invito a diffondere la protesta relativa all’applicazione del Decreto Legge 112/2008 per le sue note ricadute negative.
Occorre, ora, passare ad una successiva, articolata e nuova fase di lotta che esca dalle Sedi per rendere più incisiva e visibile la protesta dei lavoratori dell’INPS.
In alcune realtà dell’Istituto tali iniziative hanno già prodotto risultati importanti in termini di positivo interessamento da parte dei media, delle istituzioni locali e della cittadinanza.
I Coordinamenti Nazionali INPS CGIL-CISL-UIL hanno ben presente che la lotta sarà lunga vista la volontà del Governo di porre la fiducia sulla procedura di conversione in legge del Decreto n. 112, superando, così, il dibattito parlamentare ed i relativi emendamenti.
E’ necessario, quindi, tenere alti i toni ed il coinvolgimento di tutto il pubblico impiego anche nel mese di agosto e soprattutto di settembre, quando inizierà l’iter di costruzione della Legge Finanziaria del 2009 che potrà e dovrà, secondo noi, modificare gli aspetti negativi prodotti dal suddetto Decreto, sia in termini di efficienza dei servizi resi al cittadino ed alle aziende dall’Inps, che in termini di decurtazione delle retribuzioni dei suoi lavoratori.

In tale ottica questi Coordinamenti convengono di organizzare, nell’immediato, le seguenti iniziative:

• Presidio presso i Comitati provinciali, regionali per invitarli a produrre ordini del giorno a sostegno della efficienza dei servizi resi alla cittadinanza, nonché presso le relative Direzioni per ottenerne la diffusione a mezzo di appositi comunicati stampa;
• Analoga iniziativa va programmata presso la Direzione Generale in coincidenza con le prossime riunioni del CIV e del CdA, coinvolgendo anche il Direttore Generale ed il Presidente, al fine di ufficializzare la difesa del ruolo primario dell’Istituto nel panorama dello Stato sociale del Paese.
• Invio, a mezzo posta, dei cedolini paga da parte di tutti i 30.000 lavoratori dell’INPS, anche in forma anonima, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, concentrato nei giorni di lunedì e martedì prossimi, per dare visibilità alle reali retribuzioni dei lavoratori dell’INPS;
• Assemblee itineranti tra sedi limitrofe delle diverse Pubbliche Amministrazioni ;
• Momenti di significativa testimonianza della lotta, organizzati dalle Federazioni di categoria, in occasione dell’inizio dei lavori della conversione in Legge del Decreto, che, in periferia potranno avvenire dinanzi alla Prefettura mente a Roma dinanzi al Parlamento
• Organizzazione di 3 Assemblee Generali Interregionali dei lavoratori dell’INPS: una per il Nord-Italia , una per il Centro-Italia ed una per il Sud-Italia.

Le suddette iniziative diventeranno ancor più incisive allorché le Federazioni Nazionali, valutato l’atteggiamento del Governo, indiranno ulteriori e più pesanti forme di lotta.

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