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Campania. Afragola degrado urbano davanti a scuola
Inserito il 09 marzo 2010 alle 16:17:00 da ferpel. IT - Attualità

Nei pressi della Scuola Media 'Settembrini' vige una situazione di degrado e di anti igienicità che impedisce o rende poi, difficoltosa la fruizione di quello spazio pubblico alla cittadinanza.

NAPOLI. In Corso Alcide De Gasperi, a pochi metri dalla sede dell'Asl e dal comando della polizia locale di Afragola provincia di Napoli, sembra che ci sia un campeggio. Si vedono infatti, lasciati in sosta, nei pressi del plesso scolastico che ospita la SMS 'Settembrini', dei veicoli molto simili ad autocaravan, ma che tali non sono. Sono di fatto la casa su ruote di persone che vivono in città, ma senza una fissa dimora. Intere famiglie, in cui vi sono anche bambini piccolissimi e in età scolare, che passano tutta la giornata 'bivaccando' e ammazzando il tempo come meglio possono, non sapendo che fare e dove andare. Se il tempo è clemente, durante il giorno, e anche la sera, arrivano anche ad occupare lo spazio del marciapiede svolgendo le loro attività domestiche. Innumerevoli le segnalazioni giunte ai vari servizi comunali e forze dell'ordine relative alla presenza, nelle aree limitrofe del plesso scolastico, di questi gruppi di persone che vi stazionano per un consistente periodo del giorno e della notte. Segnalazione che di fatto vogliono indicare che la presenza sul territorio comunale di persone apparentemente nullafacenti e/o senza fissa dimora, che stazionano e 'bivaccano', crea apparentemente una turbativa alla libera fruizione del suolo pubblico e origina secondo chi ha fatto le segnalazioni, una situazione di degrado e di anti igienicità che impedisce o rende poi, difficoltosa la fruizione dello spazio pubblico alla cittadinanza. Gli autocaravan dove queste persone vivono, da una prima analisi esterna, sembrerebbero non correttamente attrezzati all'uso che ne viene fatto, tanto da mettere in pericolo la sanità e la sicurezza dei cittadini. Secondo il Codice della Strada l’autocaravan è definito come autoveicolo avente una speciale carrozzeria ed attrezzato permanentemente per essere adibito al trasporto e all’alloggio di max 7 persone, compreso il conducente, art. 54 c. 1 lett.. Vivere per strada, contrariamente a quanto spesso si ritiene, non è sempre una scelta, ne tanto meno una scelta di libertà. Da un'analisi esterna di queste persone si capisce che sono cittadini a cui la vita non ha sorriso, ma soprattutto che sono persone che preferiscono seguire criteri di vita propri. Ovviamente nella consapevolezza che chi è senza casa vive una condizione di grande vulnerabilità perché è costretto a dipendere dagli altri, anche solo per i bisogni primari. Ancor di più, è esposto alle aggressioni, al freddo, all'umiliazione di esser cacciato come indesiderato e di essere guardato con sospetto e spesso con disprezzo. Il fatto stesso di non avere una casa è per loro, sinonimo di perdita progressiva di alcuni diritti, come il ricevere assistenza. E' giusto allora intervenire nei loro confronti? Lo è di certo contro chi arreca disturbo e danneggia i luoghi pubblici, e crea, come sembra in questo caso, degrado e pericolo alla salute pubblica. A volte infatti, il tipo di condotta dei senza fissa dimora comporta, anche involontariamente, un pericolo per la salute pubblica. Questo, dovuto soprattutto alle carenti condizioni igienico-sanitarie che si vengono a prefiggere per l'assenza di allacciamenti all'acquedotto ed alla fognatura. Viene infatti, spontaneo chiedersi dove vadano a finire gli scarichi e i residui organici? Lo scarico al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario, è vietato dall'art. 185 c. 4. Ogni situazione di degrado si ritorce sempre contro la popolazione e quanti si trovino a transitare nelle aree interessate. Così è anche in Corso De Gasperi, e specie per chi vive quotidianamente questo problema, ossia i giovani studenti della SMS 'Settembrini' e i loro genitori, i docenti e i residenti. Per questo motivo tutti unanimi invocano sicurezza e pulizia. Una pulizia che ora manca.
Sembra infatti, che le aree fatte oggetto di 'bivacco' vengano, specie dopo i fine settimana, lasciate in condizioni igieniche precarie a causa dell'incontrollato abbandono di rifiuti domestici e di oggetti di ogni genere. Allora che cosa possono fare chi, come gli insegnanti della SMS 'Settembrini', che assistono ogni giorno a questo poco edificante esempio per gli studenti della loro scuola? Essi chiedono per lo meno che queste persone abbandonino l'area limitrofa alla scuola. Queste ultime però, non si lasciano sradicare facilmente da quel posto anche perchè l'amministrazione comunale si mostra apparentemente tollerante, negando di fatto il disagio creato ai residenti e ai frequentatori del vicino plesso scolastico. La mal tolleranza è sempre controproducente. L'Amministrazione Comunale non ha modo di vigilare continuamente sul comportamento dei questi soggetti e non gli è nemmeno possibile attribuire loro, con certezza giuridica, le violazioni. Sarebbe utile che, seguendo le indicazioni delle direttive del Ministero dei Trasporti l'amministrazione adottasse un'attività preventiva. Ricorrendo anche ad esempio al Regolamento d’Igiene, al Regolamento sull’occupazione delle aree e degli spazi pubblici, al Codice della Strada e al Regolamento sullo smaltimento dei rifiuti. Il comune potrebbe con un ordinanza motivata, vietare permanentemente la sosta dei soli autocaravan nell'area interessata dal fenomeno, in modo poi, da rendere possibile sanzionare gli abusi e i comportamenti illeciti. Ma l'amministrazione che fa?

Ferdinando Pelliccia

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