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Iraq. Voto chiuso. In migliaia in coda sotto le bombe
Inserito il 07 marzo 2010 alle 18:57:00 da ferpel. IT - Esteri
Alla fine della giornata elettorale le violenze di oggi hanno provocato in tutto il Paese solo, si fa per dire, visto quello che ci si aspettava, 38 morti e 110 feriti.
BAGHDAD - Milioni di iracheni si sono recati oggi a votare per eleggere i 325 deputati del Parlamento. Questo benchè fin dalle prime ore di voto i guerriglieri filo al Qaeda hanno sferrato, come promesso, una violenta offensiva contro il voto a colpi di mortaio, razzi e bombe. Nella sola capitale Baghdad sono caduti almeno 50 colpi di mortaio che hanno centrato diverse aree della città. Colpito da almeno 3 proiettili anche il blindatissimo quartiere della capitale, la 'Zona Verde', dove sono ubicati edifici governativi e le sede di molte ambasciate. Nessuno si era illuso che le ingenti misure di sicurezza approntate dal governo, come il forte schieramento di forze di sicurezza, almeno 200mila uomini, e il divieto di circolazione per le auto nel centro di Baghdad, sarebbe bastate ad impedire ai ribelli di compiere gli attacchi promessi. Ed invece tutto è filato liscio come l'olio. Alla fine della giornata elettorale le violenze hanno provocato in tutto il Paese solo, si fa per dire, visto quello che ci si aspettava, 38 morti e 110 feriti. Quello che è ancora più importante è che tutto questo però non ha spaventato gli iracheni che sfidando paure e ansie si sono recati a votare in massa. I seggi dunque si sono riempiti e si sono formate anche lunghe code fuori. Seggi che poi, come previsto, alle 17 ora locale, le 15 italiane sono stati chiusi. Immediatamente è iniziato lo scrutino delle schede votate. I risultati definitivi però, non saranno resi noti prima della fine marzo. Il nuovo parlamento dovrà poi, eleggere il presidente della Repubblica e il premier. L'attuale legislatura termina il 16 marzo prossimo. Quello della formazione del nuovo esecutivo di certo sarà un processo molto lungo che richiederà mesi di paziente lavoro. Nel frattempo l'esecutivo uscente si dedicherà solo al disbrigo degli affari correnti. Favoriti nella corsa alla poltrona di primo ministro, il premier uscente, Nuri al Maliki, e l'ex premier Iyad Allawi. Molto probabilmente il nuovo presidente sarà invece, riconfermato Jalal Talabani che si è detto fiducioso di avere un nuovo mandato. Ferdinando Pelliccia