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Che paese straordinario il nostro... Cittadino mio non ti conosco
Inserito il 27 gennaio 2010 alle 14:36:00 da LRNews. IT - Attualità
Storie di straordinaria penosità che denunciano il grave stato di abbandono che subisce regolarmente la gente comune... Solidarietà, sempre e soltanto a parole.
Non passa giorno senza dover ricevere telefonate e mail accorate di gente disperata, lasciata sola, abbandonata a se stessa. E’ un bollettino di “guerra” giornaliero, che dovrebbe farci riflettere sulla condizione del nostro paese civilizzato, che di civile ha ormai ben poco. Un paese fatto di caste, lobby affaristiche il cui unico scopo è arricchire se stessi e i propri simili, per coltivare e curare orti e giardini personali. Ed è in questo clima spudoratamente egoistico che anche noi comuni mortali, siamo vorticosamente coinvolti e dunque collusi. Abbiamo un bel dire nel professarci solidali con chi soffre, con chi subisce angherie, con chi vede infrangere ogni semplice forma di dignità. Solidali si, il tempo necessario per indignarci, magari condividendo, con un semplice click, un link su una bacheca dei vari social network sparsi per la rete, oppure per commentare una notizia su uno dei tanti media fornitore quotidiano dello “stato attuale della nostrana apocalisse”, con la bocca spocchiosa e gravida di livore, spumeggiante di disprezzo verso tutto e tutti, salvo poi dimenticare in fretta quanto si è letto. Ed è su questa nostra strana forma di “solidarietà breve” tanto per utilizzare termini molto in voga, che dovremmo veramente riflettere noi mortali comuni, consci del fatto che la politica si volge a noi solo e soltanto nel momento del bisogno, quando è necessario mendicare, con promesse vane, il nostro aiuto nel segreto dell’urna, e che poi, dopo averci illuso, ci lascia nella nostra bella isola deserta, nella quale siamo capaci solo e soltanto di innalzare palizzate per difendere il nostro piccolo squallido feudo. Sentiamo ogni giorno storie raccapriccianti, in questa che non è più soltanto la redazione di un giornale, ma è diventato con il tempo uno “sportello amico” a cui confessare ogni sorta di prevaricazione subita. Persone disperate disposte a vendere un rene, per poter sopravvivere; imprenditori sparsi per l’Italia messi sul lastrico da un sistema ben collaudato “bancario-finaziario” fatto a regola per pochi eletti e mortificante per gli altri; magistrati volutamente ciechi o spudoratamente ignoranti che fanno orecchio da mercante lasciando passare senza pena colpe lapalissiane. Questo però è il paese che ha un prolissa legiferazione, che con grandi ed enfatiche parole, protegge il proprio popolo. Una favola appunto. La favola dell’Antiusura. C’era una volta la legge 108/96 e aiuti connessi e l’art. 644 codice penale(reato di usura)... Calpestati senza ritegno. Così ci imbattiamo in Bennardo Raimondo, artigiano in difficoltà, vittima di usurai comuni, non di quelli legalizzati, che con due gravi tragedie alle spalle (un fratello più giovane di lui deceduto e un figlio morto di appena due mesi di vita), un altro figlio disabile e un padre anziano molto malato, dopo aver attinto dalle mani di abili cravattari, non ricevendo aiuto dalle canoniche forme di prestito “legali”, si ritrova schiacciato, minacciato e non essendo in grado di far fronte al pagamento alle esose richieste di interessi per saldare il proprio debito, decide di rivolgersi allo Stato - quello stato che legifera in sua protezione – pronto a farsi carico dei suoi problemi.. A parole. Bennardo bussa dal 2006 a varie porte istituzionali, porte ben chiuse ovviamente. Allora decide di gettarsi nel mondo del commercio: il fiorente universo degli organi per trapianti... No, no, niente traffici illeciti, niente clandestinità di gesti, ma una vendita al dettaglio, schietta e semplice: un suo rene in cambio di soldi per ridargli quello che la vita, grazie a personaggi senza scrupoli e istituzioni “non vedenti e audiolese”, gli hanno tolto... La dignità di essere umano. Qualcuno in verità si è mosso, dopo l’annuncio del clamoroso gesto (Usura – Raimondi. Lombardo (Pres. Regione Sicilia): “Non è necessario che venda un rene per vivere”) e ha “promesso” aiuti, ma con i tempi della burocrazia, vanto dell’italica penisola. E intanto Bennardo che farà? Come affronterà questo lasso di tempo senza tempo? Nutrirà se stesso e la sua famiglia con le parole ricevute? Si. Il tam tam successivo alla pubblicazione della notizia nella rete (Usura: abbandonato dallo stato, vende un rene per poter vivere”), produce tanta solidarietà pari alle parole di personaggi istituzionali, pronti a raccogliere il grido di dolore, ma “genovesi” nell’attingere dal portafoglio. Ci abbiamo provato, Bennardo, a darti una mano, ma la crisi economica e la sordità sono prepotentemente più forti di ogni nobile gesto. Sms per Haiti e per l’Abruzzo, tintinnii vuoti per Raimondi: c’est la vie... Rien ne va plus. Hai perso un rene amico... Te ne rimane sempre un altro... Potrebbe essere utile alle prossime difficoltà. Ma ricordati che non sei solo: anche oggi abbiamo raccolto le telefonate di altri nelle tue stesse condizioni e con eguali intenti “imprenditoriali” nella vendita di organi al dettaglio... Mal comune “senza” gaudio! Una buona notizia Solidarietà tra simili (chi ha passato sa cosa vuol dire ed è in grado di comprendere bene la condizione) Un imprenditore, siciliano come te, messo in ginocchio dal sistema bancario, lato oscuro dell’usura dal volto onorabile, contro cui tuttora lotta per avere giustizia (sempre che non si imbatta in un magistrato, come sopra descritto) che in qualche modo sbarca il lunario per vivere, ha compiuto un gesto che ci fa ben sperare e non vorremmo fosse l’eccezione che conferma la regola della solidarietà “orale”, ha messo a tua disposizione una “grande” somma di denaro... Grande non è rivolto alla cifra, ma al gesto.
DA UNA LETTRICE (VESSATA) Purtroppo questa è la cruda realtà italiana. I politici parlano parlanoe parlano. Io non so se si sono resi conto di come sta veramente la situazione o se continuano a prenderci in giro quando dicono la crisi è alle spalle?? Se lo dicono seriamente la cosa mi preoccupa ancor più. Mi ritrovo in pieno nella storia del signor Raimondi alla quale esprimo tutta la mia solidarietà, in questo momento non posso fare di più, vivendo come lui di elemosine. Anche mia figlia ha messo i reni in vendita, dopo che l'attività è stata "congelata", dopo che abbiamo rincorso per due anni gli inutili provvedimenti anticrisi. Stanca ho protestato davanti alla regione Toscana facendo da sola lo sciopero della fame e della sete ad oltranza. E sapete come è andata a finire?? Come il "collega" Raimondi. La Regione disse che avrebbero seguito il mio caso perchè non finissi nelle mani degli usurai; passo successivo, attingendo ad un provvedimento messo in piedi dalla stessa, il microcredito, nato per chi non è cossidetto bancabile. Non abbiamo più niente da dare in garanzia, ci hanno tolto tutto, e la Prefettuta insieme ad Unicredit, che si rese disponibile a darmi il finanziamento, 30.000,00 che mi servivano per ripartire e per poi iniziare a pagare i debiti una volta rimesso in moto tutto - ricordo che Unicredit è firmataria del patto d'intesa antiusura - (lo sappiamo bene signora, ci occupammo di un caso simile nel settembre 2007 --> AAA Cercasi Strozzino disperatamente) sapete come è andata a finire? La regione Toscana è sparita, e l'incontro in Prefettura, dove davanti a me e a mia figlia, anch'essa facente parte dell'azienda, il Presidente Manzi di SOS raket-usura e funzionari della Prefettura, la banca (UNICREDIT) che si era impegnata a dare il finanziamento, garantito al 100% da un consorzio fidi, HA DETTO NO! Questo è stato il risultato nel Novembre 2009. Alcuni imprenditori facenti parte di Impresecheresistono, venuti a conoscenza della mia storia tramite stampa, hanno fatto una colletta, prima, per darmi la possibilità di trascorrere un Natale dignitoso, e non andare a mangiare come sempre alla Caritas, adesso stanno raccogliendo i 30.000 euro per darmi la possibilità di ripartire. Sono imprenditori che come me non navigano nell'oro, eppure stanno facendo ciò che dovrebbero fare le istituzioni!!!! E senza chiedermi garanzia alcuna!!! Posso dire al signor Raimondi se vuole può rivolgersi all'associazione sos rakcet, sono molto attivi, è a Milano ma operano su tutto il territorio Nazionale. E' l'unica associazione che funziona. Non prendono soldi dallo Stato, sono liberi pensatori. Mi dispiace non poter far molto per questa persona, che vivendo nella stessa situazione capisco, lo so non è molto, anch'io come lui sono sola con una figlia di 20anni ed un padre di 80 anni con il quale viviamo; siamo due bamboccione, inoltre come il Raimondi in un anno e mezzo ho avuto tre lutti gravissimi in famiglia. La cosa peggiore in queste situazioni è la solitudine. Forza Raimondi non mollare, continua a lottare, siamo tutti con te. Distinti saluti Giuseppina Virgili