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Papa Benedetto vola: “Infiltrazione pedofilia in chiesa iniziò con il ’68”

Il Corriere pubblica stralci di un nuovo documento di Joseph RatzingerLa cultura della trasgressione. Ecco la principale imputata del dilagare della pedofilia tra i sacerdoti della Chiesa cattolica. Non usa mezzi termini Sua Santità il Papa Benedetto XVI nell’individuare le radici del Male che sta travolgendo la Chiesa.

Si tratta di diciotto pagine di testo, redatto per la rivista Klerusblatt, anticipate in sintesi in un’intervista a Massimo Franco sul Corriere della Sera.

Della “fisionomia della Rivoluzione del 1968” fa parte “anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente“. “Mi sono sempre chiesto – prosegue il Papa – come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi“. Fu allora che si verificò “un collasso della teologia morale cattolica che ha reso inerme la Chiesa” di fronte alla Società. In quella che Massimo Franco definisce “una visione pessimistica, quasi apocalittica” dell’Occidente,

Ratzinger osserva come da allora non esista più il Bene, “ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio“. Il Papa denuncia poi i “club omosessuali” all’interno dei seminari. Si leva anche qualche sassolino dalle calzature, rimarcando come, in alcuni seminari, “studenti sorpresi a leggere i miei libri venivano ritenuti non idonei al sacerdozio“.

Infine Benedetto XVI, che ne fu il teologo e il più stretto collaboratore, rivaluta la figura di San Giovanni Paolo II, citando la Veritas Splendor del 1993: “Ci sono azioni che non possono mai diventare buone. Ci sono beni che sono indisponibili. Ci sono valori che non è mai lecito sacrificare in nome di un valore ancora più alto e che stanno anche al di sopra della conservazione della vita fisica. Dio è di più anche della sopravvivenza fisica“.

La pedofilia dilaga nella Chiesa e nella società occidentale perché in quest’ultima “Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire. In alcuni punti, allora, a volte diviene immediatamente percepibile che è divenuto addirittura ovvio quel che è male e distrugge l’uomo.

Come ha potuto la pedofilia raggiungere una dimensione del genere? Il motivo sta nell’assenza di Dio“.
Poi una testimonianza personale agghiacciante: “Una giovane ragazza che serviva all’altare come chierichetta mi ha raccontato che il vicario parrocchiale introduceva l’abuso sessuale su di lei con queste parole: <Questo è il mio corpo dato per te>. È evidente che quella ragazza non può più ascoltare le parole della Consacrazione senza provare terribilmente su di sé tutta la sofferenza dell’abuso subito“.

Ma la speranza è l’ultima a morire: “Ma anche oggi c’è pure la Chiesa santa che è indistruttibile. La Chiesa di oggi è come non mai una Chiesa di martiri…“.
Il collega Massimo Franco, con il quale ci congratuliamo, conclude il suo scoop con queste parole: “L’impressione è che dall’eremo vaticano nel quale vive dalle sue dimissioni del 2013, Benedetto XVI guardi già oltre questa fase; e oltre il pontificato dello stesso Francesco, al quale rivolge un accorato ringraziamento finale “<per tutto quello che fa>“.

Giancarlo De Palo

 

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