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Francia: Notre Dame si poteva salvare, soccorsi partiti in ritardo

Mentre l’ebbro Macron delira in diretta tv, partito il bando di concorso internazionale per la ricostruzione.

Una colpevole negligenza umana è all’origine del rogo di Notre Dame. Certamente provocato da un incidente nei lavori di restauro che erano in corso.
Inoltre il primo allarme, scattato alle ore 18,20, quando il fuoco ardeva ancora nascosto, è stato sottovalutato dagli stessi pompieri, che non hanno scovato l’incendio già in atto e che era tanto circoscritto da risultare invisibile. Tanto che se i turisti sono stati precauzionalmente evacuati, il sacerdote impegnato nella celebrazione della Santa Messa non è stato interrotto.
Ci si sarebbe aspettati che desse conto di tutto questo nel suo discorso alla Nazione alle venti di ieri, Emmanuel Macron: invece non una parola sull’argomento.
Come Nerone ebbro dell’incendio, il presidente francese parlava a raffica, distribuendo elogi a tutti, per poco perfino a “fratello foco”, in un gioco preelettorale tutto mirato all’agognato “secondo mandato”, stabilendo nel piroettante finale in cinque anni il tempo per ricostruire Notre Dame “più bella di prima”.
Uno spettacolo allucinante, nel quale l’unica notizia data, la ricostruzione dell’antica cattedrale, non quadra nelle date, immediatamente smentite dagli esperti, che parlano infatti di tempi molto più lunghi: dai dieci ai quindici anni.
In conclusione, invece di denunciare il fatto che la distruzione della “foresta”, la struttura di legno che sosteneva il tetto, ed il crollo della guglia ottocentesca di Viollet-le-Duc erano il frutto di una serie di imperizie umane, Macron ha preferito sbilanciarsi con una promessa irrealizzabile.
Gli diamo atto però che oggi è già partito il bando internazionale per l’appalto del progetto. Ma sarà bene che sulla sua esecuzione vegli la comunità artistica internazionale. Appunto perché Notre Dame è patrimonio mondiale dell’umanità.
Un’altra nota estremamente positiva è la rapidità con la quale si è superato in “donazioni a perdere” per la ricostruzione il miliardo di euro, grazie soprattutto agli stanziamenti disposti da Francois-Henri Pinault, mentre la cattedrale era ancora in fiamme e da Bernard Arnault, che per Forbes è l’uomo più ricco d’Europa. Queste due donazioni a caldo hanno scatenato tutto il Cac40 in una gara di solidarietà senza fine.

Giancarlo De Palo

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