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Che c’entra la Libia con il Venezuela? Chiedetelo a Donald Trump!

La richiesta di Trump: appoggio americano in Libia, in cambio riconoscimento Italia del Presidente venezuelano Guaidò

Nel silenzio stampa in cui è avvolto il gabinetto di crisi del Governo italiano sulla Libia, e che il Pompiere della Sera si guarda bene dal violare, La Stampa di oggi ci informa invece in esclusiva e con dovizia di particolari sul contenuto della telefonata di ieri di Giuseppe Conte al Presidente americano Donald Trump.

Trump e Conte avevano trovato un accordo sulla Libia già nel Luglio scorso, durante il viaggio negli States del nostro premier per preparare la Conferenza di Palermo sulla Libia di Novembre, alla quale però poi Trump non partecipò.

Anche adesso, in realtà, il fatto che Washington non abbia fatto ancora retromarcia sul ritiro delle proprie truppe deciso all’indomani dell’offensiva di Haftar, suggerisce una certa tentazione di tenersi a distanza da un problema percepito da Trump come tutto europeo“, scrivono Ilario Lombardo e Francesca Paci.

Nel corso della telefonata ricevuta da Conte, Trump ha chiesto perciò una precisa contropartita in cambio del pieno appoggio americano alla posizione italiana che sostiene l’immediata cessazione delle ostilità e difende il governo legittimo di Serraj: il riconoscimento da parte italiana di Juan Guaidò come legittimo Presidente venezuelano.

I due giornalisti della Stampa rivelano anche che, intuendo la richiesta USA, Conte avrebbe preparato il terreno mandando a colloquio da Guaidò l’inviato diplomatico italiano Benassi.

È nell’interesse italiano accogliere a braccia aperte la richiesta di Trump: tutto il mondo civile ha abbandonato il residuato marxista Maduro. Con buona pace di Alessandro Di Battista, e indipendentemente dalla richiesta americana, il fatto che l’Italia non si sia ancora decisa è semplicemente vergognoso.

Giancarlo De Palo

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