LiberoReporter

Arresti in Regione, Umbria Rossa ma di vergogna

Quando ha saputo del terremoto giudiziario in Umbria, che ha falciato il governo della Regione, il segretario del PD Nicola Zingaretti ha smesso di indossare il suo sorriso “perspicace” e non ha trovato niente di meglio che commissariare il partito con il deputato, anch’esso umbro, Walter Verini.
Ma veniamo alla causa di questo espediente gattopardesco: l’arresto dell’assessore regionale Luca Barberini (PD), del segretario regionale del PD ed ex sottosegretario all’Interno, Giampiero Bocci, e la contestuale incriminazione della governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini.

Il segretario regionale del PD e l’assessore alla Sanità sono stati arrestati insieme al direttore generale e a quello amministrativo dell’Ospedale di Perugia, Emilio Duca e Maurizio Valorosi.

Gli imputati agivano infatti in un “chiaro quadro di prolungata e abituale attività illecita” al fine di “condizionare e sostanzialmente falsare le procedure di selezione del personale dell’azienda ospedaliera”.

Per la piccola Umbria è un caso senza precedenti. Il Messaggero riporta che a partire dal primo mattino di venerdì 12 Aprile la Guardia di Finanza, guidata dal Procuratore capo Luigi De Ficchy e dai sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti, ha eseguito un blitz fin dalle prime ore del giorno negli uffici e nelle case “delle 35 persone finite a vario titolo nel registro degli indagati per abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, peculato, falso ideologico e materiale”.

Accusati di aver gestito un sistema di favoritismi e raccomandazioni di ferro a tutti i livelli, fino alla nomina degli stessi primari, “che andava avanti da sempre”, come scrivono le carte. Nel complesso i 35 indagati hanno “taroccato” ben otto concorsi.

Le reazioni governative sono fulminee. Salvini tuona reclamando a sé la Regione troppo a lungo malgovernata: “Elezioni”. “Dobbiamo togliere la sanità pubblica dalle mani dei partiti”, afferma Di Maio, restando più in tema. “Spezzare il legame politica-poltrone è una nostra battaglia storica”, conclude la ministra della salute Giulia Grillo.
Ma il più arrogante di tutti è, manco a dirlo, il neonominato commissario regionale del PD di veltroniana memoria, Walter Verini, che, punto sul vivo, risponde a Salvini con queste parole: “Sì, sarebbe bene votare subito ma a livello nazionale, in modo da fermare i guasti che il governo gialloverde sta infliggendo al Paese e per restituire i 49 milioni che la Lega deve agli italiani”.
E così si è dato la zappa sui piedi, come le prossime elezioni europee non mancheranno certo di dimostrare.

Giancarlo De Palo

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends