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Strage Pasqua Sri Lanka: matrice fondamentalista islamica, 359 le vittime

Alla fine la conta ufficiale delle vittime ha fatto salire il bilancio a 359 persone uccise dalla barbarie del fondamentalismo islamico più bieco, che si è macchiato ancora una volta del sangue di vittime innocenti, in nome di Allah, che loro chiamano misericordioso, ma che nelle menti di questi malati, autori di tale follia, è assolutamente l’esatto contrario.

AGGIORNAMENTO 

22/04 ore 16 – Stavano cercando di far brillare una paio di bombe ritrovate in una scatola, posizionata nelle vicinanze della prima delle chiese attaccate, quella di San’Antonio a Colombo, quando è avvenuta una detonazione e non è ancora chiaro se vi siano state conseguenze per gli artificieri al lavoro, mentre a Bastian Mawatha, dove vi è il terminal bus della capitale Colombo,nei pressi di una stallo in cui era in sosta un autobus privato, la polizia ha recuperato ben 87 detonatori. A Kochchikade invece, all’interno di un furgone la polizia ha rinvenuto una bomba all’interno di un involucro in alluminio e gli artificieri hanno effettuato una detonazione controllata. Nel corso di una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale, il presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena, ha annunciato che domani 23 aprile sarà proclamata una Giornata dl lutto Nazionale.

22 aprile – 11:00 Si cominciano a delineare con maggiore chiarezza le dinamiche e i contorni degli attentati e le autorità sono riuscite a identificare il gruppo che ha compiuto gli assalti. Intanto però bisogna subito dire che la conta dei morti sale ancora, siamo adesso a quota 290 ed è destinata a salire, oltre che per il numero dei dispersi di cui non si ha ancora notizie, oltre che per i feriti in gravissime condizioni ricoverati nei vari ospedali delle zone colpite. Coloro che hanno compiuto i massacri sono tutti attentatori suicidi, morti nel momento in cui hanno fatto detonare la carica che portavano addosso e sono tutti islamici radicali, così come lo sono i 24 fermati da esercito e polizia tra ieri e oggi in varie zone del paese asiatico. Divampano le polemiche per il mancato ascolto da parte dei servizi cingalesi, degli avvisi arrivati dagli 007 di India, che avevano comunicato alle autorità dello Sri Lanka il pericolo di attentati e soprattutto non si spiega come abbiano potuto non accorgersi che c’erano dei movimenti sospetti intorno alle chiese e agli hotel, già da circa un mese, proprio in preparazione all’attacco e che è falsa a comunicazione degli inquirenti che l’attacco sia opera di un gruppo isolato, mentre risulta chiaro, alla luce dei 24 arresti, sommati ai kamikaze in azione che sono stati 8, almeno trentadue persone erano in piena attività nei giorni precedenti la Pasqua di sangue. Secondo alcuni analisti, è chiaro che i massimi vertici dello Stato hanno sottovalutato il pericolo che era stato segnalato dai secret service di paesi terzi. Probabilmente hanno sottostimato l’allarme, perché la minoranza musulmana presente nel paese, non ha mai creato alcun problema ed è sempre stata ben integrata con il resto della popolazione. Una strage comunque che si sarebbe potuta evitare, forse almeno in parte e che fa salire la rabbia degli scioccati cittadini dello Sri Lanka.

17,00 – Le autorità hanno dichiarato di aver individuato gli autori della strage, che hanno colpito ben 8 obiettivi tra hotel e chiese. Non hanno però reso pubblico che matrice abbia tale gesto, anche se si protende verso il fondamentalismo islamico: due di loro sono stati fermati appena dopo le ultime deflagrazioni a Dehiwala Zoo e Dematagoda, mentre gli altri si suppone si siano fatti esplodere con i loro ordigni addosso. Le autorità dello Sri Lanka hanno ordinato un coprifuoco di 12 ore. Al momento i morti sono saliti a 215, tra loro anche alcuni poliziotti.

15,33 – Il bilancio dei morti è salito a 207 ed è ancora provvisorio. Molti gli stranieri coinvolti negli attentati, provenienti da Polonia, Danimarca, Cina, Giappone, Pakistan, USA, India, Marocco e Bangladesh. Nessuna rivendicazione attendibile secondo la polizia, solo qualche mitomane e le piste battute sono ancora tutte aperte.

13,00 – Mentre stavamo per pubblicare il resoconto di questa ennesima follia umana, in Sri Lanka si registra una nuova esplosione e pare che, con buona probabilità, si possa pensare che ve ne potrebbero essere della altre a breve. Questa nuove deflagrazioni sono avvenute a Dehiwala Zoo, Dematagoda. Notizia ovviamente in evoluzione e non si conosce il numero delle eventuali vittime di questa nuova esplosione.

La cronaca della prima ora – 138 morti e 400 feriti provocati da sei attentati quasi contemporanei in tre chiese ed altrettanti alberghi per turisti occidentali nel paradiso dello Sry Lanka.
È l’11 Settembre per questo piccolo Stato a Sud dell’India, che sta faticosamente archiviando la guerra civile contro l’etnia Tamil, che avrebbe voluto costituire uno stato autonomo a Nord e ad Est dell’Isola.
Il paese è ora presidiato dalle forze dell’ordine, che non hanno ricevuto rivendicazioni. Alcune fonti non ufficiali, puntano il dito contro alcune minoranze musulmane, mentre un quotidiano Tamil, accusa i servizi segreti di Pakistan e India, che tentano di riportare un clima di terrore nell’isola, dopo la sofferta pace dopo la guerra civile.
Pare che tra i morti ci siano cittadini stranieri, e la Farnesina sta controllando la possibilità che tra questi vi siano degli italiani.
La capitale Colombo è la città più colpita. Lì si trovano i tre alberghi dove si sono verificate le esplosioni.
Ma veniamo alle Chiese cattoliche, dove si stavano celebrando le Sante Messe della mattina di Pasqua.
La prima esplosione è avvenuta nel Santuario di Sant’Antonio a Colombo, una delle più famose dello Sry Lanka, metà di pellegrini di fedi diverse, dati i poteri magici che gli si attribuiscono.
Le altre due chiese colpite si trovano invece a Negombo, sulla costa, poco a Nord di Colombo, e a Batticaloa, sulla costa orientale.
Tornando agli alberghi, sono tutti e tre di lusso e situati nel centro di Colombo. Sono il Cinnamon Grand, il Kingsbury e il Shangri-La. Per la France presse, i morti sarebbero così ripartiti: 45 a Colombo, ben 67 s Negombo e 25 a Batticaloa. I giornali locali invece riportano 49 a Colombo, 68 in Negombo e 21 a Batticaloa. Il totale comunque al momento è 138 vittime.
Ranil Wickremesinghe, primo ministro dello Sry Lanka, con un tweet ha “condannato il codardo attacco” ed ha chiesto unità e calma ai suoi concittadini.

Giancarlo De Palo e Truman Siciliano

 

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