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Oggi è Greta Thunberg la regina del Senato, pronta a bacchettare i politici

Liquidata velocemente da Bergoglio, che ha perfino dimenticato di benedirla, limitandosi ad un’imbarazzata stretta di mano durante la quale l’ha invitata a continuare così, lui che è l’autore dell’enciclica Laudato sì, la sedicenne svedese Greta Thunberg ha lasciato Roma per Strasburgo, sede del Parlamento europeo, dove ha intrattenuto i politici parlando del rogo di Notre Dame e della Brexit. “Mi raccomando, votate alle elezioni di maggio” ha detto soprattutto.
Oggi la attende al Senato la Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre domani sarà un venerdì speciale per Roma, che come è noto ha aderito con entusiasmo ai Fridays for Future, e Greta siederà dietro un megapalco elettrificato dalle dinamo delle biciclette sottostanti.
I suoi spostamenti Greta li compie rigorosamente con il mezzo di trasporto meno inquinante, che è il treno. Quanto all’alimentazione, è rigidamente vegana.
Mario Ajello sul Messaggero di ieri, ha fatto una maliziosa inchiesta su questa “favola green”, evidenziando la sapiente regia che la sottende: la madre di Greta, che è una famosa cantante lirica, lancia un suo libro, Scenes From The Heart, solo quattro giorni dopo il fatidico 24 Agosto 2018, data del primo lancio dello sciopero degli studenti per il clima. Adesso spopola in libreria il best seller scritto da Greta, “La nostra casa è in fiamme”.
Greta è inserita anche nella startup We Do Not Have Time, che ha raccolto 2,8 milioni di euro e ha un grande successo “nel mercato dei servizi relativi ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità”.
Rentzhog, Ceo della startup, è, guarda caso, anche presidente del pensatoio think thank Global Utmaning, fondato, eccoci arrivati, dall’ex ministra socialdemocratica dello sviluppo Kristina Persson.
Sapiente regia, certamente, dietro Greta. Ma a fin di bene. E con un gran risultato, se è vero che la pasionaria dei Fridays for Future figura, come Bergoglio, tra le cento persone più influenti del mondo, secondo la classifica di Time.
Ecco perché era imbarazzato Bergoglio nello stringerle la mano: nella sua pochezza, si chiedeva se era più la celebrità che riceveva o quella che dava.

Giancarlo De Palo

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