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Video giuramento fedeltà a Isis degli autori strage in Sri Lanka

Proprio così. Il 21 Aprile 2019 per lo Sry Lanka è stato  come l’11 Settembre 2001 per gli Stati Uniti. Oggi l’ex Eden asiatico vive un giorno di lutto nazionale, con le prime sepolture di massa degli oltre trecento morti.

Gli attentatori kamikaze si sono lasciati esplodere quasi contemporaneamente nelle cinque chiese nelle quali si celebravano le Sante Messe della più importante festa religiosa della Cristianità e nei buffet dei grandi alberghi di lusso dove, per fare più morti, gli infami jihadisti si erano messi in fila con i clienti. I terroristi sono riusciti anche a destabilizzare politicamente le maggiori autorità politiche dell’isola.

Ma per approfondire meglio la questione, pubblichiamo la conclusione dell’editoriale del bravo e puntuale Professor Alessandro Orsini sul Messaggero di stamattina: “Le autorità accusano l’organizzazione islamista ‘National Thowheeth Jama’ath’, nota soltanto per avere vandalizzato alcune statue del Budda. Gli investigatori, non riuscendo a spiegare il ‘salto’ dagli atti di vandalismo a un attacco di tale entità, ipotizzano che abbia beneficiato del sostegno di una rete internazionale. I servizi segreti avevano ricevuto un rapporto da un ufficiale di polizia sul rischio di un attentato nel giorno di Pasqua, che colpisce per la precisione dei dettagli. Il primo ministro, Ranil Wickremesinghe, nega di avere ricevuto una simile informativa, ma il New York Times ha pubblicato la foto del documento originale, con un timbro che riporta la data dell’11 aprile 2019. Il modo in cui un Paese reagisce al terrorismo è fondamentale. Le classi politiche che restano unite hanno maggiori probabilità di successo. Da questo punto di vista, lo Sri Lanka sembra svantaggiato ed è chiamato a una prova importante. Il Paese è stato precipitato in una profonda crisi costituzionale quando il presidente Maithripala Sirisena, nell’ottobre 2018, ha nominato primo ministro Mahinda Rajapaska, dopo avere  silurato Wickremesinghe, il quale ha rifiutato di dimettersi. Lo Sri Lanka si è ritrovato ad avere due capi di governo. La crisi è stata poi risolta in favore di Wickremesinghe, che è il premier attuale. Il timore è che l’informativa […] diventi oggetto di un nuovo scontro tra il presidente dello Sri Lanka e il premier Wickremesinghe“.

Intanto ventiquattro persone sono state arrestate. L’Ntj (National Thowheeth Jama’ath) avrebbe dunque compiuto un salto di qualità e cambiato bersaglio: dalla maggioranza buddista alla minoranza cattolica. Il tutto viene confermato da questa notizia dell’ultim’ora: la strage di Pasqua è stata rivendicata dall’ISIS come rappresaglia alla strage in Nuova Zelanda nelle due moschee di Christchurch.
Come gli osservatori più acuti avevano già intuito.

Giancarlo De Palo

il video del giuramento di fedeltà all’Isis da parte degli autori degli assalti in Sri Lanka (i volti non si vedono e potrebbero essere un falso)

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