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Fuoco a Notre-Dame: brucia il cuore dei francesi

Il cielo di Parigi era ancora chiaro, e incredibilmente luminoso quando, poco prima delle 19, i passanti increduli hanno visto levarsi le prime fiamme su Notre-Dame de Paris. Men­tre la notizia dell’incendio si diffondeva rapidamente attraverso i vari media, le immagini terrificanti dei telegiornali penetravano già nelle case lasciando attoniti gli spettatori di tutto il mondo. Il crollo in diretta della splendida gu­glia, la flèche come viene chiamata qui, ha colpito nel cuore indistintamente tutti i francesi, e non solo. La gu­glia, che solleticava il cielo a 93 metri di altezza da terra, non c’è più.

Piangono i francesi, e piango io insieme a loro per­ché l’ho accarezzata dis­trattamente con lo sguardo appena ieri. Sì, dis­trattamente come se do­vessi rivederla domani. Ma i francesi piangono anche di collera perché non è stato un terremoto o una qualsiasi catastrofe naturale a demolirla, ma la noncuranza. Disegnata dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc, ricostruita nel 1860, la cosiddetta freccia — sovrastata dalla statua di un gallo in rame —, la famosa guglia, è stata devastata dalle fiamme sotto gli oc­chi dei valorosi pompieri, che facevano sforzi sovrumani per salvare il salvabile.

Ma come spegnere le fiamme a novanta metri da terra con delle pompe i cui getti d’acqua non possono raggiungere che trenta metri di altezza? Utilizzare aerei o elicotteri antincendio era impossibile a causa della « fragilità del monumento », si sono affrettate a spiegare le autorità. Ma i materiali e i trattamenti ignifughi per la prevenzione degli incendi sono previsti? Sono stati utilizzati? Al momento non è dato saperlo.

Gioiello dell’architettura gotica conosciuto in tutto il mondo, la cattedrale Notre-Dame de Paris, patrimonio dell’Umanità e dell’Unesco dal 1991, con­tinua ad essere in Francia il simbolo della Chiesa cattolica e sede dell’arcidiocesi di Parigi, benché proprietà dello stato francese, per effetto della legge del 1905 sulla separazione dei poteri.

Secondo il portavoce della cattedrale, l’incendio si sarebbe propagato a partire dal sottotetto. Il comandante dei vigili del fuoco parigini, il colonnello Jean-Claude Gallet, ha assicurato di aver inviato mezzi idonei. Diverse centinaia di pompieri infatti, approvvigionati con l’acqua della Senna da due elicotteri di vedetta, si sono avvicendati sul luogo. Le due torri della cattedrale sono salve. Ma i due terzi delle coperture sono compromessi. La procura di Parigi ha avviato un procedimento preliminare per «distruzione involontaria tramite incendio».

Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha prontamente rinviato il suo discorso sul «grande dibattito delle idee» e si è precipitato sul posto insieme al primo ministro Edouard Philippe. Messaggi di solidarietà sono giunti dal mondo intero.

Liduina Demontis,
corrispondente dalla Francia

 

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