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Caso Cucchi: altri otto carabinieri indagati, un’onta senza precedenti per l’Arma

Ieri il carabiniere Francesco Tedesco, dopo aver risposto alle domande degli avvocati degli altri due carabinieri accusati dell’omicidio di Stefano Cucchi, si è diretto verso la sorella Ilaria stringendole la mano e dicendole “Mi dispiace” per il suo quasi decennale silenzio, al quale si era attenuto per non contraddire la linea dell’Arma disposta dal Comando Generale.

“Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro si sono nascosti dietro le mie spalle per tutti questi anni, per dieci anni loro hanno riso e io ho dovuto subire, mi sono stancato”, aveva dichiarato il superteste.

“A differenza mia, non hanno mai dovuto affrontare un pubblico ministero. L’unico ad affrontare la situazione e ad avere delle conseguenze ero io. In tutti questi anni l’unica persona che aveva da perdere ero io, ero l’unico minacciato”.

Intanto oggi si apprende che la Procura indaga ben otto ufficiali dei Carabinieri:

  • Generale Alessandro Casarsa, ex comandante del Gruppo Roma;
  • Lorenzo Sabatino, ex comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Roma;
  • tenente colonnello Francesco Cavallo, ex capo ufficio del Comando del Gruppo Roma;
  • maggiore Luciano Soligo, ex comandante della Compagnia Roma Montesacro;
  • Massimiliano Colombo Labriola, comandante della Stazione di Tor Sapienza;
  • Francesco Di Sano, allora in servizio alla Stazione di Tor Sapienza;
  • Tiziano Testarmata, comandante della quarta sezione del nucleo investigativo dei Carabinieri;
  • carabiniere Luca De Cianni.

Le accuse, a seconda delle posizioni, sono quelle, infamanti, di falso, favoreggiamento, omessa denuncia, calunnia.
Un’onta che non ha precedenti per l’Arma dei Carabinieri.

Giancarlo De Palo

 

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