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In Libia oltre al caos infuria la battaglia su Tripoli

In Libia ormai da troppo tempo il caos regna sovrano. Vuoti di potere riempiti da “Nuovi” salvatori della Patria, che però hanno solo ed esclusivamente interessi personali o agiscono per interessi esterni al paese e per accaparrarsi le risorse. Questa è la Libia del dopo primavera araba, un paese che dopo l’uccisione di Gheddafi è stato ed è martoriato da una guerra interna. Oggi per l’attuale pagina di cronaca dal paese nord-africano, l’aviazione del governo di Tripoli ha bombardato e colpito la base aerea di al-Watiyah, che era stato conquistato dalle truppe dell’autoproclamato esercito nazionale libico guidato dal maresciallo Khalifa Haftar. Batterie di missili di Haftar, stanno invece bombardando l’unico aeroporto operativo della capitale Tripoli, quello di Mitiga, dopo che il suo esercito ha perso il controllo dell’aeroporto Internazionale, che non è in uso, ma che è strategicamente importante per la sua posizione. Mentre gli Usa, per bocca del segretario di Stato Mike Pompeo, si dicono profondamente preoccupati per quanto sta accadendo e sono dichiaratamente contrari all’offensiva scagliata da Haftar, perché questa campagna militare contro Tripoli mette in serio pericolo tutta la popolazione civile, la Francia si è affrettata a dichiarare che non era a conoscenza delle intenzioni del maresciallo e che non vi è alcun programma nascosto sulla Libia. Intanto la situazione per i civili è drammatica: sono almeno 40 i morti in seguito all’offensiva di Haftar, mentre gli uomini in combattimento deceduti dalle sue forze armate sono 14.

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