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Incontro Conte-Abe. Italia e Giappone in perfetta armonia

“Italia e Giappone ribadiscono la comune volontà di sostenere un multilateralismo efficace, basato sull’Onu, sull’attuazione degli accordi di Parigi sul clima, sulla lotta al protezionismo e sul sostegno a un sistema di scambi commerciali equo e aperto facente perno sul Wto” dichiara il premier italiano Giuseppe Conte, tenendo a fianco, sorridenti entrambi, il suo omologo nipponico Shinzo Abe.
Nel 2018, 14.921 aziende italiane hanno esportato i loro beni in Giappone, per un totale di 6,6 miliardi di euro. Le esportazioni superano le importazioni di 2,2 miliardi (4,4 miliardi di euro).
Abe, “alter ego regionale” del tiranno cinese Xi Jinping, pur senza sbilanciarsi sulla Via della Seta, cerca di iniziare Conte all’affascinante “visione Indo-Pacifica”.
Abe e Conte si sono dati appuntamento per fine giugno, al prossimo G20 di Osaka. Mentre stamattina, neanche a farlo apposta, Conte volerà alla volta di Pechino, dov’è atteso appunto per il secondo forum sulla Belt and Road Initiative, Abe, che era reduce da un vertice a Parigi, ha incontrato successivamente i rappresentanti di Visegrad e le autorità europee.
Il Giappone è un partner strategico per l’Europa: 600 milioni di cittadini beneficiano dell’accordo di libero scambio tra Bruxelles e Tokyo, il più grande accordo commerciale del mondo, in vigore dal primo Febbraio scorso. Il 78% dell’agroalimentare  sarà completamente liberalizzato, a vantaggio delle esportazioni alimentari del made in Italy.
In un momento in cui i rapporti con la Russia restano e quelli con gli USA di Trump diventano difficili, l’Europa, con l’Italia all’avanguardia, cerca una sponda asiatica, per lo più, nel caso dell’arcipelago nipponico, sicura. Quanto ai rapporti politici bilaterali, Abe ha sottoposto a Conte con preoccupazione il dossier di quello stato canaglia che era e resta la Corea del Nord, chiedendo il suo aiuto per la liberazione dei prigionieri giapponesi a Pyongyang, mentre Conte gli ha chiesto l’appoggio nella crisi libica.
Serena primavera italo giapponese. Senza una nuvola.
Giancarlo De Palo
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