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Roma: peccato Capitale, a De Vito (M5S) tangenti per favorire progetto Stadio

La prima volta di un pentastellato; le mazzette al presidente della Giunta capitolina segnano la perduta verginità dei 5 Stelle ma Di Maio corre subito ai ripari: “Espulsione immediata dal MoVimento”

Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea capitolina, il più popolare dei grillini eletti nella capitale con 6.500 preferenze, è stato arrestato ieri mattina a Roma, su mandato di cattura emesso dalla Procura nell’ambito dell’indagine nata dall’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Sempre nell’ambito dell’indagine denominata “Congiunzione astrale”, sono finiti in manette altre tre persone: dietro le sbarre si trova anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, destinatario di incarichi professionali su segnalazione del presidentedel Consiglio comunale di Roma. Ai domiciliari ci sono invece l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli, commerciante d’auto.

Chi è Marcello De Vito

Nato a Roma il 23 luglio 1974, avvocato civilista esperto di appalti pubblici, Marcello De Vito è un grillino della prima ora – sua la frase “il MoVimento ti prende e ti entra dentro” – e  candidato sindaco di Roma alle elezioni del 26 e 27 maggio 2013, dove giunge terzo, con il considerevole bottino del 12% dei voti. Al ballottaggio contro Alemanno, divenne sindaco due settimane dopo Ignazio Marino.

L’accusa dei PM Barbara Zuin e Luigia Spinelli, coordinate dal giudice Paolo Ielo , convalidata dal GIP Maria Paola Tomaselli

Secondo l’accusa, Marcello De Vito avrebbe incassato danaro da Luca Parnasi, in cambio della promessa di favorire il progetto dello Stadio della Roma. Quello stesso Stadio del quale De Vito, fino a quando era rimasto un grillino duro e puro, «romano de Roma» (del quartiere di Montesacro, dove aveva frequentato tutte le scuole, prima di iscriversi a Giurisprudenza presso la vicina Sapienza) aveva detto: “Speculazione, un meteorite che si abbatte su Tor di Valle“. Quattrocentomila sono gli euro con i quali il presunto corruttore Luca Parnasi lo avrebbe indotto a passare da un così duro no al ruolo di “facilitatore”, per il quale, data la specializzazione forense che abbiamo visto, non lo aveva scelto a caso. Ma le accuse non si fermano allo Stadio in costruzione: sono in ballo anche la costruzione di un albergo presso la dismessa Stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione di tutta l’area di quelli che furono i Mercati generali di Roma Ostiense.

La reazione del MoVimento

Così è finito l’uomo chiave dell’ infelicissima Sindaco Virginia Raggi, immediatamente e giustamente espulso dal Vicepremier Luigi di Maio, che ha subito commentato il clamoroso arresto con queste lapidarie quattro parole: “È fuori dal MoVimento”.

E questa, francamente, ci sembra la cosa più importante… In una Roma Capitale mobilitata e blindata per l’importantissima visita di Stato del tiranno cinese Xi.

Giancarlo De Palo

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