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Israele: notte di sirene e razzi, l’aeronautica della Stella di David risponde con le bombe

Circa un centinaio di razzi sparati dalla Striscia di Gaza: per tutta la notte, le sirene delle città ai confini con il territorio palestinese, hanno risuonato incessanti e il cielo si è illuminato di continuo, quando il sistema di difesa israeliano con i suoi Iron Dome, intercettava i razzi sparati dalle brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Una notte lunga per la popolazione locale al sud del paese con la Stella di David, che abbiamo seguito passo passo. Intorno alle 20,30 ora italiana, sono partiti i raid israeliani, come rappresaglia del missile sparato ieri mattina da Hamas, che ha colpito una abitazione nella zona a Nord sopra Tel Aviv, facendo crollare una parte dell’edificio e causando il ferimento di sette persone.

I raid di Israele e i razzi di Hamas
Appena poco dopo le mosse dell’esercito di Israele, le milizie palestinesi hanno iniziato a sparare i propri razzi, contro le città ai confini con la striscia: una dopo l’altra, le sirene sono risuonate incessanti ad Ashdod, Ashkelon, Sderot, o HaNer, Yad Mordechai, Netivot, Beer Sheva, Kfar Aza, Sharon, Hefer e Kfar Saba, fino intorno alle 5,30 di questa mattina.

Una tregua richiesta e poi disattesa
Ora sembra che Hamas abbia chiesto di fermare le ostilità e che l’Egitto, mediatore in campo tra le parti, ha spuntato un cessate il fuoco. Al momento, però, da parte israeliana non vi è stata alcuna conferma. Del resto la tregua sarebbe dovuta entrare in vigore alle 22 di ieri sera, ma i razzi di Hamas non si sono mai fermati, anzi è stato un crescendo.

Scuole chiuse in tutto il sud del paese
Questa mattina sembra vi sia una apparente tranquillità nell’area a sud del paese ebraico, una calma carica di tensione. Le autorità israeliane hanno imposto la chiusura delle scuole in tutto il sud del paese. Le attività commerciali hanno ripreso normalmente: quella “normalità” che non ha nulla di normale, con la quale la comunità israeliana ha dovuto, da sempre, imparare a convivere.

 

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