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Opinioni: le esclusive e i “Buchi” di “Le Monde”

Le Monde resta Le Monde, il quotidiano principe del mondo francofono fondato nel 1944 da Hubert Beuve-M érie nella Parigi appena liberata dall’occupazione nazista, in ossequio alla volontà espressa dal generale Charles de Gaulle.
Basta confrontare la prima pagina del primo numero con quella del ventitremila settantottesimo, uscito “dans les kiosques de Paris” nel pomeriggio di venerdì 22 Marzo scorso, l’ultimo del weekend.
Il tema di fondo è sempre lo stesso: la Francia ombelico del mondo. Se il primo numero annunciava infatti,
il pomeriggio di lunedì 18 Dicembre 1944, l’alleanza franco-russa, l’ultimo ha l’esclusiva notizia del “regalo di Trump a Netanyahu”: i 1154 Km2 delle alture del Golan. Sottotitolo: “Riconoscendo la sovranità di Israele su questo territorio conquistato alla Siria, il presidente conforta il proprio alleato ma fa una scommessa rischiosa”.

Quanto all’Italia, ormai presunto “ventre molle d’Europa”, nemmeno una parola sull’improvvisato faccia a faccia a Bruxelles tra Macron e Conte della mattina stessa, né sulla storica visita di Stato di Xi Jinping a Roma e Palermo.
Sempre in prima, nel settore dedicato all’economia e all’impresa: “UE-Cina: le basi difficili di un partenariato. Emmanuel Macron riunirà, martedì 26 marzo, Angela Merkel, Jean Claude Juncker e il capo dello Stato cinese per ottenere una reciprocità nell’attribuzione dei mercati pubblici”.
Se questo è il settantacinquenne Le Monde, meglio il paludato, tradizionale e popolare Corriere della Sera, citato perfino, assieme all’amato Figaro, nella Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust.

Giancarlo De Palo

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