LiberoReporter

Giornata del Ricordo: Massimo Bernardi evoca il racconto di un Istriano novantenne

Durante la tesi sull’Istria del mio amico Ivan Zorzetto, ho partecipato a circa un centinaio di interviste. La più bella è quella con un vecchio istriano che allora aveva circa 90 anni (era il 2010). Alla domanda, fatta a Buje, lei si sente italiano? La risposta è stata con idioma Giuliano (Veneto/triestino):
Un zorno son nato che la bandiera la gaveva un’aquila con 2 teste e li parlava cruco, un zorno me so svejá che la bandiera l’era tricolore e li parlava talian, un dì me svejo de novo e trovo na bandiera co la stèla rubia e la lengoea l’era slava, n’altro dí me so svejá ancor có na bandiera piena de scacchi e tanti scudeti in zentro e li me gà dito che l’era tera croata.
Dopo sti zorni e ste bandiere te me chiedi se son talian?
A mi so Istrian, solo Istrian.
Son restá ne là me tera parchè son Istrian no parchè son Titin, questa la zè là me tera. I me noni l’erano Sciavoni, i laorava la Piera bianca par la Serenissima, là me lengoa zè Veneto-Zuliana, a mi me sento Istrian, né Talian né Slavo, solo e sempre Istrian.
La persecuzione è si avvenuta e le foibe la ricordano ma non é avvenuta contro gli italiani ma contro gli Istriani, i Fiumani (Fiume non è Istria) e i Dalmati tant’è che tutti parlano di “Profughi Istriani e Dalmati”, nessuno degli scrittori finora citati nei testi e nel post parlano chiaramente di “Profughi Italiani” ben sapendo che gli Istriani sono stati geopoliticamente soggiogati sia dai fascisti che dai comunisti. Istriani, gente legata per secoli più alla madre Serenissima come sua fedele provincia che all’Italia ed altri invasori.
L’Italia, tutta, li hanno disprezzati e dileggiati non considerandoli tali solo per il fatto che erano istriani di idioma Veneto.
Mi son Istrian beo.

Grazie a Massimo Bernadi

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends