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Incentivi 2019 per singoli e famiglie

Italia – La prima novità da evidenziare riguardo agli incentivi del 2019 è l’introduzione del Reddito di Cittadinanza al posto del Rei-reddito di inclusione, con partenza ad Aprile. Confermati e/o rifinanziati diversi bonus come la carta acquisti, la carta famiglia, i fondi per i caregiver familiari, il bonus bebe’, il premio nascita una tantum, il bonus asili per i nati dal 2016, il BONUS 18enni di 500 euro, i fondi affitti e i bonus sulle bollette elettriche di gas e acqua. Rinnovata fino al 2020 la possibilità di chiedere la sospensione delle rate dei mutui per un anno.  In partenza – ci auguriamo presto – il fondo sostegno alla natalità introdotto nel 2017 al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati”.

Confermate per il 2019 anche le detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie e agli interventi di riqualificazione energetica, nonché il BONUS MOBILI e il BONUS VERDE.

 

Reddito di cittadinanza

Introdotto come misura contro la povertà la disuguaglianza e l’esclusione sociale, dal 2019 viene istituito un “fondo per il reddito di cittadinanza” dotato di 7.100 milioni di euro per l’anno 2019, 8.055 milioni di euro per l’anno 2020 e 8.317 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.

L’erogazione dovrebbe partire ad Aprile 2019, e nel frattempo dovrebbero arrivare decreti attuativi che lo dettaglino.
Nel frattempo continua a operare il REI-Reddito di Inclusione (vedi sopra), che nel 2019 intacca comunque i fondi del reddito di cittadinanza (che vengono diminuiti attraverso la riduzione del Fondo di Povertà).

Riferimenti normativi:
– Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 comma 255

 

Carta acquisti (social card)

Cos’è
La carta acquisti è una tessera di pagamento -tipo bancomat- che viene “caricata” a spese dello Stato di una somma annuale di 480 euro, accreditati con rate bimestrali di 80 euro. Gli 80 euro di ciascun bimestre possono essere spesi al massimo entro i due bimestri successivi. E’ una carta che non ha scadenza ed è concessa ad anziani o famiglie con bimbi piccoli che rispondono a determinati requisiti (vedi più avanti). Va richiesta presso gli uffici postali compilando un modulo che poi le Poste inoltreranno all’INPS il quale invierà la carta inizialmente priva di fondi. Il modulo si trova anche sui siti di INPS, POSTE ITALIANE, Ministero dell’economia e delle finanze e Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Prima di accreditare il bonus, l’INPS verificherà la sussistenza dei requisiti e la correttezza della richiesta.
La carta sarà poi caricata all’inizio di ogni bimestre, con inizio il bimestre successivo alla richiesta (per esempio se la richiesta viene fatta a Gennaio o Febbraio il primo accredito sarà fatto nel bimestre Marzo-Aprile). Una volta avvenuto il primo accredito, le Poste inviano a casa dell’interessato il codice PIN necessario all’utilizzo della carta.
L’interlocutore in caso di problemi, dubbi o difficoltà è e resta la Posta, che deve rilasciare, se richiesta, la stampa della posizione individuale del richiedente, contenente il riconoscimento del diritto di fruizione del bonus.
Informazioni sugli accrediti e sul saldo disponibile possono essere ottenute, oltre che presso l’ufficio postale, anche chiamando il numero verde 800-666-888 o presso gli sportelli Postamat.
La carta può essere utilizzata per l’acquisto di alimentari in negozi abilitati (che espongono un logo particolare riferito alla carta), in farmacia, per pagare bollette energetiche e spese sanitarie. In determinati negozi convenzionati è usufruibile anche uno sconto aggiuntivo del 5%. Alcuni enti locali, inoltre, incrementano i benefici della carta aumentando l’accreditamento bimestrale (per esempio la Regione Friuli, il Comune di Alessandria, etc.).

Chi la può ottenere
E’ concessa ai cittadini italiani residenti in Italia anziani o genitori di bambini di età non superiore ai tre anni. Dal 1/1/2014 è estesa anche ai cittadini di un paese UE e/o loro familiari non aventi cittadinanza in uno stato membro ma titolari di diritto di soggiorno, nonchè a stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

 

Carta famiglia

Rinnovata per gli anni dal 2019 al 2021 -con fondi per un milione di euro per ciascun anno- la carta famiglia destinata a cittadini italiani, o appartenenti a paesi membri UE ma residenti in Italia, con nucleo comprendente almeno tre figli conviventi di età non superiore ai 26 anni.
La carta esiste dal 2016 e continua ad essere utilizzabile per fruire di sconti sull’acquisto di beni o servizi oppure di riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati aderenti all’iniziativa.
Per gli anni dal 2019 in poi le modalità di rilascio ed uso devono essere specificate da un decreto.

Informazioni sul sito del Ministero del Lavoro

Riferimenti normativi:
Istituzione e primo funzionamento:
– Dm 20/9/2017 pubblicato nella GU del 9/1/2018 in attuazione dell’art.1 comma 391 della Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015)
Rinnovo 2019/2021:
– Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 comma 487

 

Sostegno per chi assiste un familiare non autosufficiente (caregiver familiari)

Istituito un fondo per gli anni dal 2018 al 2021 (20 milioni di euro per il primo anno e poi 25 milioni di euro ciascuno) destinato al sostegno delle persone che assistono -non professionalmente- un familiare non autosufficiente e riconosciuto invalido a causa di malattie, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative oppure sia titolare di indennità di accompagnamento. Può trattarsi del coniuge, del convivente (di fatto) anche di coppie omosessuali, di un familiare fino al secondo grado (terzo grado nel caso di portatori di handicap).

I suddetti fondi sono destinati, fin dalla loro prima istituzione, ad interventi legislativi “futuri”, ma ad oggi ci risultano solo disegni di legge in corso di approvazione. Quindi di fatto il loro utilizzo deve essere ancora dettagliato e messo in atto.

Riferimenti normativi:
– Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) art.1 commi 254/255/256
– Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 commi 483/484

 

Bonus bebe’ 2019

In essere già dal 2015, è stato rinnovato anche per il 2019 con la stessa limitazione sulla durata prevista per il 2018 (fino al primo anno del bambino anziché al terzo). Per il 2019 la novità è l’incremento del bonus del 20% per i figli successivi al primo. In beneficio è corrisposto a decorrere dal giorno della nascita/adozione fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione.

Questi gli importi per il 2019:

Figli nati o adottati dal 1/1/2019 e il 31/12/2019 Importo annuale Importo mensile
Primo figlio – Isee compreso tra 7.001 e 25.000 euro Euro 960 Euro 80
Primo figlio – Isee compreso tra zero e 7.000 euro Euro 1.920 Euro 160
Figli successivi – Isee compreso tra 7.001 e 25.000 euro Euro 1.152 Euro 96
Figli successivi – Isee compreso tra zero e 7.000 euro Euro 2.304 Euro 192

Il Ministero dell’economia potrebbe rivedere l’importo dell’assegno e i requisiti di reddito qualora vi fossero scostamenti rispetto ai fondi destinati (204 milioni di euro per l’anno 2019 e di 240 milioni di euro per l’anno 2020).

Chi può chiederlo
E’ corrisposto a figli di cittadini italiani, di uno stato UE o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, residenti in Italia, nati o adottati nel 2019.
l’Inps, con una circolare del 6/12/2016 (n.214) ha esteso il beneficio anche ai cittadini stranieri possessori di carta di soggiorno per familiare o di carta di soggiorno permanente per familiare (ex artt.10/17 D.lgs.20/2007).
Il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente deve essere in condizioni economiche corrispondente ad un ISEE non superiore a 25.000 euro annui. Se l’ISEE non supera 7.000 euro annui l’importo dell’assegno annuale è raddoppiato. L’ISEE da produrre è quello rilasciato secondo le regole dettate dal Dpcm 159/2013 e al momento della presentazione della domanda non deve essere scaduto.

Come si chiede
L’assegno è corrisposto dall’INPS dietro domanda da presentarsi da parte di uno dei genitori conviventi col figlio esclusivamente con modalità telematica, utilizzando un modulo telematico predisposto dall l’INPS.
Se si procede entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso dell’adottato in famiglia l’erogazione parte dal giorno della nascita o adozione. Se invece si procede successivamente l’erogazione parte dal mese di presentazione della domanda.
Va presentata una domanda una sola volta per ciascun figlio, auto-certificando il possesso dei requisiti e allegando l’ISEE.
La domanda può essere ripresentata dall’altro genitore o da un terzo solo in alcuni casi di decadenza (vedi più avanti).
Se il genitore convivente è stato dichiarato incapace di agire, la domanda e la relativa documentazione sono presentate dal suo legale rappresentante. In alternativa al diretto accesso al sito la domanda può essere presentata rivolgendosi alle sedi INPS territoriali per fruire di procedure telematiche assistite. E’ disponibile anche un call center INPS al numero 803.164.

Decadenza del beneficio
Il nucleo familiare decade dal beneficio nel caso di:
– perdita del requisito legato al reddito;
– decesso del figlio o revoca dell’adozione;
– affidamento esclusivo del figlio al genitore che non ha presentato la domanda. In tal caso l’assegno può essere erogato al genitore affidatario solo se questi è in possesso dei requisiti per accedervi e presenta la domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento da parte del giudice. Se la domanda viene presentata successivamente l’assegno viene erogato a decorrere dal mese di presentazione.
– decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale del genitore che ha presentato la domanda. In questo caso l’assegno può essere chiesto dall’altro genitore nelle modalità viste alla voce precedente.
– affidamento del figlio a terzi. In questo caso l’assegno può essere richiesto dall’affidatario nelle modalità previste alle voci precedenti. Il requisito ISEE è verificato in tal caso in riferimento al minore affidato, anche se questi fosse considerato nucleo a sé stante.

Il genitore richiedente deve comunicare tempestivamente all’INPS il verificarsi di una delle cause di decadenza; in caso contrario L’INPS, oltre ad interrompere l’erogazione, può recuperare le somme erogate indebitamente. L’erogazione viene interrotta dal mese successivo a quello in cui si verifica la causa di decadenza.

QUI il sito INPS per accedere

Riferimenti normativi
– Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014) art.1 commi 125/126/127
– Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) art.1 commi 248/249 (rinnovo per 2018)
– Dl 119/2018 convertito nella Legge 136/2018 art.23 quater (rinnovo per 2019)
– DPCM 27/2/2015 pubblicato sulla GU del 10/4/2015
– Circolare INPS dell’8/5/2015 con predisposizione invio modulo telematico
– Circolare INPS del 6/12/2016 (n.214)

 

Premio nascita/adozione di minore

Misura strutturale dal 2017, è un bonus di 800 euro corrisposto in un’unica soluzione -una tantum- in relazione a nuove nascite od adozioni. La futura madre può presentare domanda dopo il compimento del settimo mese di gravidanza (dall’ottavo mese) oppure alla nascita o adozione o affido, e comunque improrogabilmente entro un anno dall’evento.

La domanda deve essere presentata telematicamente attraverso una di queste modalità:
– via WEB, utilizzando i servizi telematici del portale www.inps.it, accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN
– chiamando il Contact Center Integrato al numero 803164, gratuito da telefono fisso, oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell’utente;
– tramite i Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

QUI il sito INPS per accedere

Riferimenti normativi:
– Legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016) art.1 comma 353
– Circolare INPS n.78 del 28/4/2017

 

Buoni asilo per nati dal 2016

Rinnovato anche il cosiddetto “bonus asilo” istituito dal 2017 e destinato ai genitori di bambini nati o adottati dal 2016 in poi affetti da gravi patologie croniche per pagare l’asilo nido o forme di supporto alternative.
Il bonus è aumentato da 1000 a 1500 euro per gli anni 2019/2020/2021, sempre parametrati a 11 mensilità; dal 2022 il suo importo sarà determinato da decreti ministeriali.

La domanda per l’anno 2019 può essere presentata dal 28/1/2019 -data di attivazione del servizio online INPS- fino al 31 dicembre 2019;
QUI per ogni informazioni e modulistica

Il bonus può riguardare:
– il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati; il pagamento in questo caso è mensile a fronte della presentazione da parte del genitore della documentazione di pagamento della retta;
– l’erogazione di contributi per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto di tre anni impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche. Anche in questo caso l’erogazione avviene direttamente al genitore dietro presentazione di un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, sulla scorta di idonea documentazione, che attesti, per l’intero anno di riferimento, l’impossibilita’ del bambino di frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica.

Lo possono richiedere genitori residenti in Italia e conviventi col figlio, che nel contempo sostengono la retta dell’asilo nido. L’erogazione avviene nei limiti delle disponibilità sancite dalla Legge (250 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 290 milioni di euro annui a decorrere dal 2020).
Il bonus non è cumulabile con le detrazioni di imposta delle rete degli asili nido (dalle dichiarazioni dei redditi) ma può invece essere fruito insieme ai voucher per le mamme lavoratrici. Se si tratta di quello che integra i pagamenti agli asili la sua fruizione non può avvenire però in mensilità coincidenti con quelle dei voucher. Nel caso la condizione deve essere certificata al momento della presentazione della domanda telematica.

QUI sito INPS con informazioni

Riferimenti normativi:
– Legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016) art.1 comma 355, Dpcm 17/2/2017 Circolare INPS del 22/5/2017 e Circolare INPS n.14/2018
– Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 comma 488

 

Bonus “cultura” per maggiorenni (bonus 18enni)

Confermato il “bonus 18enni” -o “bonus cultura”- anche per i nati nel 2000 e nel 2001, ovvero per chi ha compiuto 18 anni nel 2018 e per chi li compie nel 2019. Si tratta com’è noto di un bonus di 500 euro offerti dallo Stato da utilizzare per attività culturali varie, dall’acquisto di libri e/o biglietti per cinema, teatro, concerti, alla visita di mostre, gallerie, parchi naturali, etc. L’utilizzo può riguardare anche l’acquisto di musica registrata, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

In realtà non si tratta di una vera e propria carta ma di una APP, un borsellino virtuale scaricabile al quale i ragazzi potranno attingere dopo aver preso l’identità digitale (SPID), le credenziali nazionali di accesso ai servizi online della pubblica amministrazione. Una volta entrati nella propria area riservata, potranno poi generare buoni spesa elettronici, eventualmente stampabili, associati all’acquisto di beni e servizi nel frattempo resi disponibili dagli esercenti. L’utilizzo del bonus, a scalare, scatta al momento in cui l’esercente accetta il buono spesa. Se un buono viene generato ma non speso il bonus non viene utilizzato.

Per i nati nel 2000 -18enni del 2018- la registrazione al sito www.18app.italia.it è consentita fino al 30 Giugno 2019 e il termine di utilizzo scade il 31/12/2019. Per i nati nel 2001 -18enni nel corso del 2019- ancora i termini di registrazione devono essere definiti da un decreto ministeriale.

TUTTO -iscrizione e informazioni- sul sito www.18app.italia.it

Riferimenti normativi:
– Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) art.1 commi 979/980
– Dpcm 15/9/2016 di regolamentazione
– Legge di Stabilità 2017 (legge 232/2016), art.1 comma 626
– Dl 244/2016 art.11 comma 2
– Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017)
– Dl 91/2018 convertito nella Legge 108/2018, art.7
– Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 commi 604/616

  • DPCM 4/8/2017 che ha modificato il DPCM 15/9/2016 (inclusione 18enni nel 2017)
  • DPCM 7/12/2018 che ha modificato il DPCM 15/9/2016 (inclusione 18enni nel 2018)

 

 

Fondi affitti

Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione
E’ un fondo nazionale previsto dalla Legge 431/1998 e ripartito tra i Comuni (dalle Regioni) per finanziare iniziative riguardanti inquilini che hanno difficoltà a pagare l’affitto.
E’ stato rifinanziato per il biennio 2019/2020 con 10 milioni di euro per ciascuno degli anni.
I fondi sono ripartiti alle Regioni che a loro volta li assegnano ai comuni. Quindi per le iniziative locali inerenti gli affitti vanno tenuti d’occhio i Comuni e le iniziative da questi messe in atto.

Fondo inquilini morosi
Nuovo, istituito presso il Min.infrastrutture e trasporti, è destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con dotazione di fondi a partire dal 2014 e fino al 2020. Come il precedente può essere utilizzato dai comuni ad alta tensione abitativa dove siano già stati attivati bandi per l’erogazione dei contributi in tal senso. L’erogazione deve avvenire in forme tali da assicurare la sanatoria della morosità.
Ogni anno un decreto ministeriale deve fissare il tetto di questi contributi e i requisiti per accedervi.
Anche per questo fondo gli interessati devono rivolgersi al proprio comune.

Si veda in merito la scheda Locazioni e fondo per la copertura della “morosità incolpevole”:chi può fruirne e come

Riferimenti normativi:
– Dl 102/2013 convertito nella Legge 124/2013, art.6 commi 4/5; si vedano modifiche ed integrazioni del Dl 47/2014 convertito nella Legge 80/2014 art.2.
– Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) art.1 commi 20/21/22

Bonus elettricita’

Dal 1/1/2009 è usufruibile un bonus nella bolletta della luce per i clienti disagiati. Ne possono usufruire:
a) utenti in condizioni di disagio economico, ovvero quei nuclei familiari che dispongono di un ISEE di valore inferiore od uguale a 8.107,5 euro, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 3 kw (4,5 Kw se il numero di familiari con stessa residenza supera i 4);
b) utenti in condizioni di disagio fisico. Sono intesi come tali quelli nel cui nucleo familiare sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali necessarie per il loro mantenimento in vita;
c) utenti con quattro o più figli (famiglie numerose) a carico, con ISEE non superiore a 20.000 euro, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 4,5 Kw.

Quantificazione
Per i clienti in stato di disagio economico l’importo annuale varia a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. Per il 2019 i valori sono:
– euro 132 annui per nucleo familiare di 1-2 componenti;
– euro 161 annui per nucleo familiare di 3-4 componenti;
– euro 194 annui per nucleo familiare di oltre 4 componenti.

L’importo annuale viene ripartito sulle bollette del periodo, in proporzione rispetto ai giorni considerati -ai fini degli addebiti di consumo di energia- da ogni bolletta. La formula utilizzata è ìimporto bonus annuale diviso 365 e poi moltiplicato per il numero di giorni. Il risultato è arrotondato alla seconda cifra decimale.

Per i soggetti in gravi condizioni di salute (disagio fisico) il valore del bonus, dal 2013, varia in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo. Per approfondimenti si veda la scheda BONUS ELETTRICO PER MALATI GRAVI CHE UTILIZZANO APPARECCHI MEDICALI: come cambia dal 2013

Erogazione
Deve essere presentata una richiesta di ammissione presso il proprio Comune di residenza o presso altri istituti delegati (come i CAF) compilando un modulo predisposto che può essere ritirato presso gli uffici comunali o scaricato dal sito dell’Autorità garante. Il Comune rilascia un certificato e lo inoltra al distributore locale che, effettuate tutte le verifiche del caso, autorizza il venditore ad erogare il bonus all’utente.
Per i casi di disagio economico il bonus è riconosciuto per un anno e può essere rinnovato per altri 12 mesi. Ciò dietro apposita richiesta da presentarsi in Comune entro il penultimo mese del periodo (annuale) di godimento. Se la richiesta di rinnovo è presentata in ritardo essa viene trattata come se fosse la prima (quella di ammissione), e si seguono i tempi e i modi della prima attivazione.
Il bonus viene erogato dal venditore nella prima bolletta successiva al momento in cui riceve, a sua volta, la fatturazione dello stesso da parte del distributore locale. L’erogazione avviene tramite accredito di una specifica “componente tariffaria compensativa” espressa in euro.

Per controllare l’erogazione ci si può rivolgere:
– all’Ente dove è stata presentata la richiesta (il Comune di residenza, il CAF, la Comunità Montana, ecc.) con la ricevuta rilasciata alla consegna della domanda;
– chiamando il numero verde 800.166.654 fornendo il codice fiscale o il numero identificativo della richiesta;
– sul sito www.bonusenergia.anci.it, nella sezione riservata “Controlla on line la tua pratica” cui si accede con il proprio codice fiscale e le credenziali di accesso. Le credenziali (User ID e password) vengono rilasciate dal Comune o dal CAF presso cui si è presentata la richiesta per il bonus.

Informazioni dettagliate QUI

Riferimenti normativi:
– D.M. (Ministero dello sviluppo economico) del 28/12/07, emesso in ottemperanza alle disposizioni della Finanziaria 2006 (legge 266/05), art.1 comma 375.
– Delibera AEEGSI 402/2013/R/COM

Bonus gas

L’autorità garante per l’energia ed il gas ha definito, con provvedimento del 6/7/2009, i criteri per fruire del cosiddetto BONUS GAS che va ad aggiungersi al bonus energia già detto.

Beneficiari:
Clienti domestici con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro (20.000 euro se vi sono 4 o più figli a carico), solo per la fornitura di gas nell’abitazione di residenza, compresi gli utenti che utilizzano impianti di riscaldamento condominiali a gas naturale.
Valore bonus:
Varia a seconda della zona climatica, della tipologia di utilizzo (solo cottura e acqua calda, solo riscaldamento, oppure cottura acqua calda e riscaldamento insieme), e del numero di residenti nell’abitazione. Per l’anno 2019 il bonus può variare da 37 a 217 euro (per le famiglie con meno di quattro componenti) oppure da 57 a 314 euro (per le famiglie con più di quattro componenti).
Come chiederlo:
Si può presentare domanda al proprio Comune di residenza o presso altro istituto incaricato (come per esempio i CAF).

L’erogazione è analoga a quella del bonus elettrico (vedi sopra). Il Comune trasmette i dati al distributore locale che a sua volta colloquia con il venditore che provvede all’accredito in bolletta. Il bonus GAS è cumulabile sia con il bonus elettrico che con la carta acquisti.

QUI informazioni e modulistica

Lo stato di avanzamento della propria richiesta di bonus può essere verificato:
– presso l’Ente dove è stata presentata la richiesta (il Comune di residenza, il CAF, la Comunità Montana, ecc.) con la ricevuta rilasciata alla consegna della domanda;
– chiamando il numero verde 800.166.654 fornendo il codice fiscale o il numero identificativo della richiesta;
– sul sito www.bonusenergia.anci.it, nella sezione riservata “Controlla on line la tua pratica” cui si accede con il proprio codice fiscale e le credenziali di accesso. Le credenziali (User ID e password) vengono rilasciate dal Comune o dal CAF presso cui si è presentata la richiesta per il bonus.

Riferimenti normativi:
– D.l. 248/07 (legge 31/08), art.46, Dl 185/08 (legge 2/09) art.3
– Delibera AEEGSI 402/2013/R/COM

Bonus acqua

Richiedibile dal 1/7/2018 il bonus sociale idrico è destinato ad utenti in disagio economico, ovvero facenti parte di un nucleo familiare:
– con ISEE non superiore a 8.107,50 euro oppure
– con ISEE non superiore a 20.000 se con almeno 4 figli a carico;

Il bonus è pari al corrispettivo annuo che l’utenza domestica deve pagare relativamente al quantitativo minimo vitale fissato dal Dpcm 13/10/2016, ovvero 50 litri/abitante/giorno (corrispondente a 18,25 mc/abitante/anno), determinato a tariffa agevolata e calcolato in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare.  In pratica il bonus consente di non pagare questo importo che normalmente consiste nella prima fascia della bolletta.

La domanda di ammissione dovrà essere presentata al proprio Comune di residenza o presso altro organismo designato dal Comune,  anche congiuntamente alle richieste per l’ottenimento del bonus sociale elettrico e/o del gas.

Qui informazioni e modulistica www.arera.it/it/consumatori/idr/bonusidr.htm
Qui per controllare online la pratica: www.bonusenergia.anci.it/

Riferimenti normativi
– Delibera ARERA 897/2017/R/idr

 

 

Fonte: ADUC

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