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Tra Mosca e Kiev rimane alta la tensione: la Russia schiera missili in Crimea

Tra Kiev e Mosca nessuno ha intenzione di fare un passo indietro ed abbassare i toni, anzi. Dopo la mossa ucraina di instaurare la legge marziale nella zona di confine con la Russia e quindi poter schierare uomini e mezzi a ridosso delle frontiere, Mosca ha prontamente risposto oggi, con l’invio e lo schieramento del sistema di difesa missilistico S-400 in Crimea. I missili appena dislocati, possono per gittata, raggiungere senza problemi obiettivi in tutta la zona del Mar Nero e in gran parte del territorio dell’Ucraina. Intanto che la tensione sale, c’è chi tenta di sminare questa vicenda dal contenuto “altamente infiammabile”.
Il presidente della Turchia Erdogan, ha avuto un giro di comunicazioni telefoniche sia con il suo omologo russo Putin, che con quello ucraino Poroshenko, nel tentativo di far abbassare i toni e le mosse militari, con cui i due paesi si stanno affrontando, dal momento in cui, domenica 25 novembre scorso, la Russia ha, con le sue navi militari, speronato e costretto con la forza a fermarsi e porre successivamente sotto sequestro (tutt’ora in corso) tre navi militari ucraine, accusate dal Cremlino di aver violato i confini russi nella zona dello stretto di Kerch, tra il mar Nero e quello di Azov.
Intanto anche questa volta l’Europa ha preso posizione a favore dell’Ucraina: il vicepresidente della Commissione Europea Dombrovskis, ha comunicato, durante la conferenza stampa a margine della riunione del collegio dei commissari Ue, che l’Unione auspica il rilascio immediato da parte di Mosca, di navi ed equipaggi ucraini, e il ripristino del libero passaggio attraverso lo stretto di Kerch.

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