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Sequestro russo navi militari ucraine: Kiev da via libera a legge marziale, Mosca: “Mossa elettorale”

Navi militari ucraine sequestrate nel porto di Kerch – foto © kerch.com.ru

Aggiornamento: 27 Nov. – Il Parlamento ucraino ha approvato l’introduzione della legge marziale. Nelle regione di confine, sarà attiva quindi la legge marziale per 30 giorni, come aveva chiesto il presidente Petro Poroshenko. In questo modo Kiev può richiamare in servizio i cittadini che hanno già avuto esperienze militari, per proteggere i confini con la Russia, mettere un controllo più serrato sulle notizie diffuse dai giornali ed evitare le manifestazioni pubbliche. Intanto Mosca accusa l’Ucraina e il suo presidente di voler fare di questa “Sacrosanta azione russa per proteggere i propri confini”, una mossa elettorale per attirare consensi sulla sua eventuale ricandidatura. La tensione rimane altissima e gli equilibri sono sempre più al minimo.

26 Nov. – Tensione nuovamente alle stelle tra Russia e Ucraina. Questa volta i due paesi si sono fronteggiati con le proprie Marine nel mar Nero. C’è stata una vera e propria battaglia al largo della Crimea, tra alcune unità navali russe e tre navi militari ucraine. Nello scontro sono stati feriti alcuni marinai di Kiev e successivamente la marina russa ha costretto al fermo le imbarcazioni militari dell’Ucraina, accompagnandole, sotto sequestro, al porto di Kerch. I marinai ucraini feriti lievemente negli scontri, ha comunicato Mosca, sono stati curati prontamente. Il Cremlino ha accusato il presidente ucraino Petro Poroshenko e il governo, di aver inviato le imbarcazioni ucraine Berdyansk, Nikopol e Yany Kapu, “in palese violazione del confine russo“, nel tentativo di svolgere attività illegali in acque territoriali di Mosca.

Drastica la risposta Ucraina, che, come comunicato dal suo ministro della DIfesa, ha chiesto al Parlamento di far scattare la legge marziale, anche se da Kiev si sono affrettati a comunicare che tale azione non è una dichiarazione di guerra; inoltre sono stati impartiti ordini ai militari di porsi in assetto da combattimento. Nella capitale ucraina, dopo l’annuncio del sequestro delle navi militari da parte di Mosca, oltre un centinaio di manifestanti si sono riuniti davanti la sede diplomatica russa e alcuni di loro hanno dato fuoco ad alcune auto dell’ambasciata.

La tensione resta altissima e gli sviluppi potrebbero essere imprevedibili. Per questo motivo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato d’urgenza per oggi, proprio per valutare e verificare gli accadimenti di ieri nel mar Nero. Forte anche la preoccupazione Usa, che, come comunicato dall’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, spera di disinnescare questa situazione esplosiva che rischia di portare a un conflitto.

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