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Bilanciamento tra diritto di credito e diritti della persona

Italia – Lo scorso 26 ottobre, a Perugia, si è tenuto un interessante convegno organizzato da A.D.GI. Associazione Donne Giuriste d’Italia su “Le anomalie nei contratti bancari: come riconoscerle e tutelarsi”.  E’ intervenuto l’avvocato Roberto di Napoli con un tema più che mai interessante “Il bilanciamento tra diritto di credito e tutela dei diritti della persona. Pronunce in materia di esecutività del titolo esecutivo. Cenni su profili di danno biologico da abusi bancari e su auspicabili modifiche normative”.

Sono stati molto apprezzati, tra gli altri, gli interventi dei relatori avv. Paola Maria Lacorteavv. Luca Gentili (avvocato e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Perugia) che ha fornito un interessante panorama sulle principali pronunce e sulla tutela penale, del dott. Alessio Mancini, consulente e curatore fallimentare e del dott. Enrico Togliatti che ha fornito esempi pratici sulle criticità, in particolare, nei rapporti di leasing.

Durante l’intervento dell.avv. Di Napoli, dopo avere ricordato i principi che dovrebbero essere tenuti sempre in considerazione nell’esame della legittimità e liceità della pretesa bancaria e le più recenti pronunce giurisprudenziali, ha fornito alcuni spunti di riflessione sui diritti fondamentali della persona umana spesso coinvolti nel contenzioso bancario e sui pregiudizi di natura non patrimoniale (anche di carattere biologico) spesso derivanti dagli abusi bancari.

«Credo – spiega Di Napoli –  che se, da una parte, in circa 20 anni, la giurisprudenza, sotto vari aspetti, ha dimostrato una crescente professionalità sui vari aspetti contabili e giuridici che emergono nei casi in cui è necessario procedere ad una rideterminazione contabile, dall’altra parte, ad una proliferazione di associazioni, società, professionisti (ma spesso, purtroppo, anche pseudo-professionisti privi di competenze tecniche o di precedenti studi che hanno pensato che la materia possa costituire fonte di facili guadagni) che offrono perizie vantando, molte volte, “primati” inesistenti o infondati, non sembra corrispondere una consapevolezza degli ulteriori pregiudizi, di natura non patrimoniale, connessi a pretese di banche laddove esse si rivelano, alla fine del giudizio, infondate o illegittime. Si pensi – continua il noto Avvocato esperto in materia bancaria – , ad esempio, al cambio di vita dell’utente bancario a cui, all’improvviso, viene revocato il fido (con le immaginabili conseguenze nel pagamento dei lavoratori e dei tributi, dell’affitto dei locali), o viene segnalato ingiustamente nelle centrali rischi con conseguente impossibilità di accesso al credito o revoca degli altri rapporti bancari o alle sofferenze sotto il profilo fisico e psichico, dall’insonnia alla depressione o alla compromissione del nucleo familiare o alle gravi patologie che possono insorgere a causa delle sofferenzeL’ordinamento consente una tutela risarcitoria? E’ possibile dimostrare il nesso di causalità? Ci sono pronunce – conclude Di Napoli –  che (sia pure non specifiche sui pregiudizi non patrimoniali da abusi bancari) possano fare riflettere? Sul tema ho partecipato, quale relatore, ad un convegno tenutosi a Roma il 23 maggio 2015 dedicando, poi, alcuni appositi paragrafi (scritti in collaborazione con la dott.ssa Luana Lentini, psicologa) del mio volume “Anatocismo bancario e vizi nei contratti“, V edizione, 2015, Maggioli Editore »

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