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Khashoggi fatto a pezzi vivo e decapitato nell’ufficio del Console saudita. Che dirà ancora Trump?

Aggiornamento sul caso Khashoggi – 18 ottobre – Le atrocità sulla fine del collega reporter saudita, si arricchiscono di particolare allucinanti ogni giorno che passa. Le ultime notizie che arrivano dalla Turchia, svelano un quadro abominevole sulla morte del giornalista del Washington Post, picchiato, torturato e decapitato nell’ufficio del console saudita a Istanbul e poi fatto a pezzi dai suoi sicari e da un medico saudita specializzato in autopsie e quindi molto avvezzo a smembrare corpi. Il tutto fatto con delle cuffie con musica ad alto volume sparata nelle orecchie, probabilmente per non sentire le urla strazianti di Khashoggi. Dita mozzate e ossa segate, prima del colpo finale che ha decapitato quell’uomo che aveva varcato la soglia del consolato per chiedere un documento e sposarsi con la sua fidanzata… E c’è ancora chi si ostina a difendere l’Arabia Saudita.

16 ottobre – Cominciamo con il dire che la frase di Donald Trump, sul fatto che coloro che hanno agito all’interno del Consolato saudita a Istanbul, possano essere dei “Cani sciolti”, ha dell’incredibile ed è offensiva dell’intelligenza umana. E si perché alla luce delle novità che emergono sull’uccisione e la sparizione del corpo del giornalista saudita Jamal Khashoggi, pensare che in una sede consolare possano entrare “Cani” e porci, interrogare un cittadino, pestarlo, torturarlo e ucciderlo per poi farlo sparire a pezzi o sciolto nell’acido, è davvero degno di una mente poco sana e di un politico avvezzo a dir parecchie stronzate (e perdonatemi il francesismo). Lo sappiamo che la politica è anche questa, ma c’è un limite a tutto.
La realtà è che Khashoggi è entrato nella sede consolare del suo paese, l’Arabia Saudita, che si trova in Turchia a Istanbul, per chiedere un documento che avrebbe permesso a lui e alla sua fidanzata di sposarsi, ed è uscito o a pezzi o liquido perché i servizi segreti di re Salman, hanno deciso di eliminare una voce molto scomoda per il Principe Mohammad bin Salman. Che poi siano stati dei dilettanti, questo è un altro paio di maniche. Volendo essere cinici, il Mossad (Servizio segreto israeliano) se la ride alla grande di come abbiano trattato la vicenda “Jamal Khashoggi” i colleghi sauditi.
Dalla Turchia all’Arabia Saudita, un po’ tutti in questa vicenda hanno le mani sporche di sangue: Khashoggi aveva chiesto all’autorità turche, se per ricevere quel documento che sarebbe servito a loro per permettergli di sposare la fidanzata, poteva chiederlo alla sua ambasciata ma negli Stati Uniti, avendo probabilmente premonizione che non era il caso farlo in Turchia. Ma i turchi hanno caldeggiato quest’ultima ipotesi, adducendo motivi di praticità, consegnandolo così nelle mani dei carnefici. Punto.
E adesso gli Usa come si muovono? Nel modo peggiore. Che Trump ora voglia in qualche modo aiutare l’alleato saudita a rifarsi il look prendendo per i fondelli il mondo intero, conferma ancora una volta che gli interessi finanziari sono molto più importanti di qualsiasi voce umana che si leva forte contro ogni sorta di nefandezza.

Truman Siciliano

 

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