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Inps, incentivati i medici che tagliano le invalidità… La non chiarezza di Tito

Roma  – Dopo la bufera sugli incentivi previsti dalla determina n 24 13 marzo 2018 del Presidente  dell’INPS,  scatenata da Vittorio Agnoletto nella  trasmissione di Radio popolare “37 e 2” –  che ha indignato e scomodato non solo l’Associazione Nazionale Medici Inps, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, le Associazioni degli Invalidi ma anche il Ministro della Salute Grillo e il Sottosegretario di Stato alla Famiglia e alle disabilità Zoccano –, in un’intervista  dello scorso 11 ottobre ai colleghi del Fatto Quotidiano, Tito Boeri dichiara che si tratterebbe di una questione «fondata sul nulla». Il Presidente dell’Inps continua affermando «Ma di cosa stiamo parlando? Qui si parla di un incentivo che abbiamo introdotto in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato che prevede un sistema incentivante. Tra i nostri incentivi ci sono quelli legati alla riduzione del debito pubblico e al risparmio». E ancora: «Sono obiettivi aggregati dell’istituto a livello regionale, il singolo medico non ha effetti revocando invalidità. Il medico risponde sulla deontologia alla giustizia civile e penale, oltre che alla propria coscienza».

Per una problematica così delicata che tocca migliaia di invalidi da una parte e la deontologia (nonché la credibilità) dei medici dall’altra, non ci bastano questi toni leggeri e rassicuranti.  Per essere più precisi nell’analisi ci rivolgiamo a un giuslavorista esperto di pubblico impiego, l’avvocato Nico Cerana, che puntualizza:
«La sensazione è che il dott. Boeri, chissà quanto in buona fede, non abbia centrato il problema. Andiamo con ordine. La sentenza in questione, con ogni probabilità la n. 5447 del 23 dicembre 2016 (così come la successiva, n. 5448 emessa nella stessa data) ha in realtà sancito l’illegittimità di una vecchia determina dell’allora Commissario straordinario dell’Istituto (n. 26 del 2008) lesiva, ed era la prima volta, dell’autonomia tecnica, professionale e organizzativa degli avvocati interni. Quella dei medici, è bene sottolinearlo, non era né è mai stata messa in discussione; sicché il riferimento a presunti obblighi in tema di performance per tale categoria di personale che deriverebbero dalle pronunce sopra ricordate è incongruo e fuorviante. Lo stesso Regolamento di organizzazione dell’istituto, parzialmente modificato nel luglio 2017 proprio in esecuzione delle decisioni del Consiglio di Stato, ha peraltro confermato (art. 27) non solo che l’attività dei professionisti delle diverse aree (legale, medico/legale, ecc.) si caratterizza per l’autonomia tecnico/professionale, ma che tale attività, anche per il conseguimento degli obiettivi di risultato della struttura in cui operano, deve svolgersi con il rigoroso rispetto delle norme deontologiche emanate dai rispettivi Ordini professionali.  La dichiarazione del dott. Boeri – continua l’Avvocato Cerana –  non trova dunque conforto né nella decisione impropriamente richiamata – che censurando la determinazione dell’Inps ha ribadito un principio pacifico in giurisprudenza –, né nelle disposizioni regolamentari vigenti Lungi dal garantire e rafforzare “l’altissima professionalità e indipendenza di giudizio dei medici”, come ora preteso dal suo promotore, la previsione “impositiva” del Piano va nella direzione esattamente contraria. L’inequivocabile significato delle parole “annullamento” e “revoca”, collegate a miglioramenti retributivi e usate senza alcun criterio che ne mitigasse la portata, costituisce infatti chiara prova che quella adottata sia un’inaccettabile interferenza nella libertà di coscienza del medico».

Più che un chiarimento quello di Boeri è motivo, quantomeno, di ulteriore perplessità. La posizione assunta – la cui difesa ha lasciato a una sentenza, a quanto sembra, non pertinente – e il coro unanime, come raramente capita, di voci contrarie che ne è seguito dovrebbero indurlo a un serio ripensamento, al momento molto al di là da venire.
La questione sul tappeto non è né può ridursi al solo risparmio, e quello scelto non è sicuramente un modo edificante e legittimo per centrare l’obiettivo.  Tra gli invalidi, la cui speranza di una vita dignitosa è spesso una chimera, e gli incentivi da offrire a chi li giudica ci sono parole come Diritto, Rispetto, Equità, Competenza, Coscienza… Che di certo non può e non deve essere l’ultima considerata.
L’Inps è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.  Il silenzio finora  tenuto dal Ministro e Vicepresidente del Consiglio Di Maio su questa incresciosa vicenda sta diventando imbarazzante e andrebbe finalmente rotto.

D.R.

 

In foto Tito Boeri © di Niccolò CarantiOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

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