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Torna il fascino e l’euforia degli anni Venti a ritmo di swing

Alcuni aspetti degli indimenticabili Anni Venti, sembrano essere tornati in chiave moderna e più ruggenti che mai. La ventata di ottimismo che si manifestò in America in questo particolare periodo storico portò una sorta di nuova epoca di benessere e prosperità: la società era invasa da un nuovo senso di libertà e speranza che ha portato cambiamenti importanti sia sul piano sociale, artistico e, soprattutto, un dinamismo culturale di un’epoca considerata sotto molti aspetti irripetibile.

Torna il fascino degli anni Venti

Oggi il magico fascino dello stile e dell’atmosfera anni ’20 sembra essere tornato per essere imitato e attualizzato da stilisti, celebrità, artisti, band musicali e naturalmente dal cinema e TV con la produzione di numerose serie e film che ripercorrono quegli anni unici.

Primo tra tutti citiamo il film muto e in bianco e nero “The Artist”, vincitore di cinque statuette agli Oscar nel 2012, seguito poi dalla terza trasposizione cinematografica del 2013 di Baz Luhrmann del romanzo “Il Grande Gatsby” che ha conquistato tre Premi Oscar e tre premi BAFTA. Nei panni di Gatsby c’era Leonardo Di Caprio, accompagnato da Carey Mulligan nei panni di Daisy e Tobey Maguire ad interpretare Nick Carraway, tutti abbigliati con costumi curati direttamente dalla maison Prada in collaborazione con la costumista Catherine Martin. La storia raccontata dall’opera letteraria prima e dal film poi ha come sfondo la New York degli ’20, con i suoi grattacieli rampanti e il lusso sfrenato dell’elite noncurante del protezionismo, troppo occupata a sorseggiare alcol di contrabbando in casinò tanto illegali quanto rafffinati. Il film in particolare fa di quest’ambientazione uno dei suoi temi centrali e non è stato l’unico a scegliere tali atmosfere nella storia del cinema più recente: come evidenzia Betway Casinò nella sua analisi del casinò nella cultura popolare, pellicole come Oceans’ 11 e 007: Casinò Royale mettono al centro e sfruttano il casinò per aggiungere la stesso tocco di euforia, stravaganza ed eleganza alla propria trama. Un’altro elemento degli anni ’20 che ha fatto il suo ritorno in un’Italia un po’ nostalgica è quello dello swing, con il suo movimento molleggiato che ha velocemente spopolato nei locali del Bel Paese, dove si organizzano corsi, serate e gare di ballo dedicate, dallo Spirit de Milan nella città meneghina al martedì vintage di ‘Na Cosetta o la domenica al Cotton club di Roma. Il lindy hop ormai si contende le serate con i balli sudamericani grazie alla sua semplicità e spensieratezza, perfetto per i nuovi millenials che vivono con ritmi veloci e amano lo stile informale.

Roaring Twenties: il sogno americano

Ma cosa hanno rappresentato i Roaring Twenties per l’America? Gli Anni Venti, furono anni di grandi cambiamenti sociali, culturali ed artistici di un’epoca davvero unica. Gli anni Venti negli Stati Uniti e il primo dopoguerra conobbero una prosperità e una crescita economica frenetica. L’incremento improvviso del reddito aveva portato nelle case americane milioni e milioni di elettrodomestici avveniristici: frigoriferi e aspirapolvere erano diventati oggetti scontati e non più qualcosa da desiderare. Il vero emblema degli anni ruggenti fu però l’automobile, che da bene di lusso si trasformò velocemente nel mezzo di trasporto più comune utilizzato dalle famiglie, che potevano tranquillamente permetterselo. Gli Stati Uniti si trasformarono presto nella società della classe media per eccellenza, il popolo impiegatizio di colletti bianchi dediti al consumismo più sfrenato.

Wall Street diventò l’epicentro dell’intero boom economico americano. Sempre dall’America verso la metà degli anni Venti sarebbe arrivato anche uno dei contributi più originali all’Art Déco con la costruzione dei grattacieli di New York e di Chicago, come il Chrysler Bulding e l’Empire State Bulding dalle linee futuriste e cubiste con ritmi zigzaganti, inaugurando una nuova tendenza architettonica che in Italia influenzerà edifici come la Stazione Centrale di Milano o la Galleria San Federico a Torino per menzionare due tra gli esempi più rappresentativi. Anche i giganti della nuova industria hollywoodiana dalla Paramount alla Metro Goldwyn Mayer hanno visto la propria fortuna aumentare grazie alla produzione delle prime vere pellicole di successo con le le star che sono poi passate alla storia: Charlie Chaplin, Rodolfo Valentino, Clark Gable, Jean Harlow, Greta Garbo e Marlene Dietrich tanto per citarne qualcuna. Anche nella musica furono anni di grande fermento artistico, grazie all’apertura delle prime sale danzanti che fecero conoscere al pubblico il Lindy Hop, ballo derivante dal Charleston e da altre danze jazz negli anni ’20, che diventerà poi il popolare Swing negli anni Trenta e Quaranta, in attesa dell’inimitabile Elvis mania.

Intanto Cole Porter cantava nei locali fumosi accompagnato dal pianoforte “I’ve Got You Under My Skin”e Francis Scott Fitzgerald mandava alle stampe alcune sue opere, fra cui “Il grande Gatsby“, capolavoro mondiale che descrive perfettamente quegli anni frenetici.

Non vi è venuta voglia di immergervi in questo revival di anni ruggenti del Novecento, dove feste e balli illuminavano le notti con un tocco di stile unico?

 

 

(AS)

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