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Marina Militare. Massicci interventi per la bonifica di residuati bellici

Italia – Il 12 ottobre 2018 si sono concluse tre operazioni subacquee condotte dai Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso i Nuclei S.D.A.I.  (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, La Spezia e di Taranto, durante le quali sono stati neutralizzati un totale di 4.813 ordigni inesplosi.

L’intervento d’urgenza del Nucleo SDAI di Ancona è avvenuto a seguito della richiesta da parte della Prefettura di Verona ed ha permesso di rimuovere 141 ordigni esplosivi, rinvenuti ad una profondità di 45 metri, che sono stati consegnati all’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago che provvederà alla distruzione, secondo le consolidate tecniche adottate dall’Esercito Italiano.

All’Isola d’Elba lo SDAI della Spezia è intervenuto a seguito della richiesta da parte della Prefettura di Livorno, tesa a rimuovere 18 proiettili di grosso calibro, risalenti alla seconda guerra mondiale, dalle acque di Porto Azzurro e Capoliveri. Tali manufatti, rinvenuti da alcuni subacquei sportivi a profondità variabili tra i 10 e i 20 metri ed a soli 50 metri dalla costa, sono stati distrutti dai Palombari al termine di 5 giorni di delicate operazioni subacquee, attraverso le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino.

Nel porto di Bari, di fronte alle zona di ormeggio delle navi da crociera e grandi navi veloci, si è conclusa oggi una lunga e complessa operazione svolta dagli uomini del Nucleo SDAI di Taranto. Una Ditta specializzata nelle attività di ricerca subacquea di ordigni esplosivi, ha identificato moltissimi residuati bellici per i quali la Prefettura di Brindisi ha disposto e coordinato numerosi interventi di bonifica d’urgenza condotti dai palombari del GOS. In sintesi sono stati effettuati 99 giorni di attività d’immersione che hanno consentito di rimuovere e distruggere un totale di 2.219 ordigni (proiettili di piccolo e medio calibro, granate, bombe a mano, inneschi esplosivi, ecc.), ripristinando così le condizioni di sicurezza del porto.

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