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Weinstein si costituisce: accusato di stupro e vari abusi, paga cauzione ed è già fuori

Si è consegnato di sua spontanea volontà questa mattina negli uffici del primo distretto del NYPD, poi successivamente è uscito in manette dallo stabile, il 66enne Harvey Weinstein, accusato di stupro, atti criminali di natura sessuale, abuso sessuale, condotta sessuale inappropriata. Quando è comparso davanti al giudice del tribunale all’ex mogul hollywoodiano hanno formalizzato le accuse e successivamente ha pagato la cauzione ed è stato rilasciato. La cifra è di un milione di dollari, e dovrà portare un dispositivo elettronico alla cavaglia.

Stupro, atti criminali di natura sessuale, abuso sessuale, condotta sessuale inappropriata. Sono i reati, relativi ad ”incidenti che coinvolgono due donne diverse”, per cui è stato incriminato Harvey Weinstein, come rende noto il Dipartimento di polizia di New York. Il 66enne stamattina si è presentato spontaneamente negli uffici del primo distretto del NYPD da dove è uscito in manette.

Dopo l’arresto, l’ex mogul hollywoodiano è comparso in tribunale per la formalizzazione delle accuse, quindi ha versato la cauzione per il rilascio con un assegno da 1 milione di dollari. Weinstein dovrà portare alla caviglia un dispositivo elettronico che segnalerà la sua posizione 24 ore su 24. L’ex produttore, che ha consegnato il proprio passaporto, potrà spostarsi solo attraverso gli stati di New York e Connecticut. Come ha disposto il tribunale di Manhattan, Weinstein non potrà avvicinarsi o entrare in contatto con una persona la cui identità non è stata resa pubblica.

“Il signor Weinstein si dichiarerà non colpevole. Intendiamo procedere con rapidità per smontare queste accuse che riteniamo viziate dal punto di vista costituzionale e non sostenute in maniera concreta da prove”, ha detto l’avvocato dell’ex produttore di Hollywood Benjamin Brafman. “Riteniamo che alla fine del processo il signor Weinstein verrà scagionato. Il signor Weinstein ha sempre sostenuto che ogni attività sessuale sia stata consensuale e nega in maniera veemente ogni accusa. Prevedo che dopo il controinterrogatorio, le accuse non verranno ritenute credibili”, a patto che si riesca a formare una giuria che non sia stata già “orientata” dal movimento #metoo.


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